di Umberto Zollo | Cesana Torinese (TO) – Amministratori, operatori e Regione a confronto sul futuro dell’Alta Valle di Susa: destagionalizzazione, infrastrutture e opportunità legate ai Giochi invernali delle Alpi francesi 2030.
Non soltanto neve e stagione sciistica, ma una montagna capace di richiamare visitatori durante tutto l’anno e di sfruttare la vicinanza con le sedi olimpiche francesi del 2030. È su queste prospettive che mercoledì 23 settembre si sono confrontati a Cesana Torinese amministratori locali, operatori turistici e Regione Piemonte, mettendo sul tavolo turismo, sport, infrastrutture e futuro dell’Alta Valle di Susa.
All’incontro, promosso da Turismo Torino e Provincia, ha partecipato l’assessore regionale Paolo Bongioanni, che nella Giunta piemontese ha, tra le altre, le deleghe a Turismo, Sport e post-olimpico. Il confronto ha riguardato in particolare l’area della Via Lattea e la necessità di costruire una strategia comune tra istituzioni e operatori privati.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Cesana Torinese Daniele Mazzoleni, che ha posto l’accento sul coordinamento tra Comuni, Regione, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino, operatori economici e consorzi turistici. L’obiettivo indicato è arrivare a una vera cabina di regia pubblico-privata, capace di trasformare le necessità espresse dal territorio in progetti condivisi e concretamente realizzabili.
A indicare le dimensioni del comparto è il dato relativo ai flussi turistici. Nel 2025 l’Alta Valle di Susa ha raggiunto circa 1,3 milioni di presenze, confermandosi tra le aree con maggiore capacità di attrazione turistica del Piemonte. Il dato, illustrato durante l’incontro, è stato riportato anche da ANSA.
La questione, tuttavia, non riguarda soltanto l’aumento degli arrivi. Per gli amministratori locali la priorità è migliorare la qualità dell’accoglienza e dei servizi e, soprattutto, ridurre la dipendenza dalla stagione invernale. Un passaggio che diventa sempre più rilevante in un territorio tradizionalmente legato allo sci ma che negli ultimi anni ha visto crescere l’interesse per la montagna anche nei mesi estivi.
In questa prospettiva, mountain bike, trekking, attività outdoor, sport, eventi ed enogastronomia possono diventare strumenti per ampliare la stagione turistica. A questi si aggiunge la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale dei comuni dell’Alta Valle, con l’obiettivo di costruire un’offerta capace di distribuire i flussi su un periodo più lungo dell’anno.
La strategia si intreccia con l’impostazione della Regione Piemonte, orientata alla diversificazione dei mercati turistici e a una maggiore integrazione tra turismo, agroalimentare, sport e territorio. La Regione ha già inserito questa impostazione nelle proprie iniziative di promozione, affiancando l’offerta turistica a quella agroalimentare, sportiva e ambientale.
Sul tavolo c’è poi un appuntamento destinato a incidere sulle scelte dei prossimi anni: i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali delle Alpi francesi 2030. L’assegnazione alle Alpi francesi è stata formalizzata dal Comitato Olimpico Internazionale il 24 luglio 2024. Per l’Alta Valle di Susa la vicinanza geografica con il versante francese apre una prospettiva che va oltre le settimane delle competizioni.
Il territorio ha già elaborato un progetto strategico nel quale sono state raccolte esigenze e proposte per accompagnare lo sviluppo dell’area. Il nodo sarà trasformare la prossimità con l’evento olimpico in interventi capaci di lasciare effetti duraturi, soprattutto sul fronte dell’accessibilità, dei servizi e dei collegamenti.
Tra i temi emersi nel confronto figura infatti anche quello della mobilità, elemento decisivo per un territorio transfrontaliero che vuole rafforzare le relazioni con la Francia e migliorare la propria capacità di accogliere visitatori. La prospettiva è quella di considerare infrastrutture e turismo come parti della stessa programmazione, evitando interventi limitati alla sola scadenza olimpica.
Per Cesana Torinese, l’Alta Valle di Susa e la Via Lattea, il 2030 rappresenta quindi una data attorno alla quale impostare una strategia più ampia. La sfida sarà passare dai progetti alla loro realizzazione e fare in modo che un territorio storicamente collocato lungo una delle principali direttrici verso la Francia possa rafforzare il proprio ruolo come destinazione turistica alpina, durante l’inverno ma sempre più anche nel resto dell’anno.
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