Tre bambini cresciuti isolati nel bosco in Abruzzo: interviene la procura

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Un caso che evoca scenari cinematografici, come il film Captain Fantastic, è approdato sui tavoli della Procura della Repubblica e del Tribunale per i Minorenni. Riguarda tre fratelli, che i genitori avrebbero scelto di crescere in un isolamento quasi totale all’interno di un’area boschiva in Abruzzo, senza accesso a istruzione o servizi sociali regolari.

la scelta di vita e l’intervento della magistratura

La famiglia vive in una zona remota del bosco, in circostanze che sono state definite estremamente alternative rispetto ai canoni sociali e legali vigenti.

  • il grave pregiudizio: i magistrati avrebbero ravvisato una situazione di “grave pregiudizio” per i minori, dovuta principalmente all’assenza di scolarizzazione e alla mancanza di stimoli cognitivi e sociali esterni. tale isolamento, secondo l’accusa, comprometterebbe lo sviluppo psicofisico e sociale dei bambini.
  • la richiesta della procura: la Procura ha chiesto al Tribunale per i Minorenni un intervento immediato, inclusa la possibilità di un affidamento dei tre fratelli ai servizi sociali e una drastica limitazione della responsabilità genitoriale.

la difesa dei genitori: “scelta di vita e legame con la natura”

la famiglia, difesa da un legale, sostiene che la scelta educativa sia frutto di una precisa filosofia di vita, volta a favorire un contatto non mediato con la natura e un’educazione alternativa, libera dalle costrizioni della società moderna.

“è una scelta di vita, i bambini stanno bene. l’obiettivo è preservare il legame uomo-natura,” ha spiegato il difensore della famiglia, cercando di minimizzare il rischio di pregiudizio e sottolineando la validità di un’educazione basata sui principi dell’autosufficienza e della vita all’aperto.

il caso solleva interrogativi complessi su dove finisca la libertà educativa dei genitori e dove debba intervenire lo stato per garantire il diritto all’istruzione e alla socializzazione dei minori. il tribunale sarà chiamato ora a decidere se l’isolamento costituisca una situazione di pericolo tale da giustificare l’allontanamento dei figli dai genitori.