Un nuovo murale dell’artista di strada Banksy, apparso lunedì 8 settembre 2025 sulla facciata della Queen’s Building, parte del complesso dei Royal Courts of Justice a Londra, è stato rimosso in pochi giorni. L’opera, che ha suscitato scalpore, è stata rimossa ufficialmente dalle autorità per tutelare la storicità dell’edificio – classificato come listed, ossia protetto per ragioni storiche e architettoniche.
Che cosa raffigurava il murale
- L’opera mostrava una scena forte e provocatoria: un giudice, in abito ufficiale e parrucca, che con un martelletto (gavel) colpiva un manifestante sdraiato, il quale reggeva un cartello insanguinato.
- Il messaggio dell’immagine è stato interpretato come critica verso la repressione delle proteste, in particolare quelle legate al gruppo Palestine Action, recentemente vietato come organizzazione terrorista dal governo britannico, che ha portato all’arresto di centinaia di manifestanti.
Perché è stato rimosso
- Le autorità del HM Courts & Tribunals Service (HMCTS) hanno motivato la rimozione con il fatto che il Royal Courts of Justice è un edificio storico (fa parte del patrimonio architettonico tutelato). Qualsiasi modifica che possa danneggiarne l’aspetto originario, secondo le leggi inglesi, richiede permessi speciali o è vietata.
- È stato segnalato un caso di criminal damage: la polizia ha ricevuto una denuncia riguardo al murale come possibile atto di danneggiamento del patrimonio privato/publico.
Le reazioni
- Diverse organizzazioni per i diritti civili e libertà di espressione non hanno nascosto critiche: alcuni hanno definito la rimozione come una forma di censura, in quanto il murale denunciava la repressione delle proteste.
- Alcuni cittadini hanno segnalato che l’opera era già diventata virale in rete e che era stata fotografata e condivisa largamente, facendo discutere non solo per il contenuto, ma anche per il fatto che fosse apparsa su un edificio simbolo della giustizia.
Significato e contesto
- Questa non è la prima volta che Banksy utilizza un intervento pubblico per “parlare” di attualità: migrazione, diritti, libertà di protestare sono temi ricorrenti nella sua arte.
- L’opera condanna implicitamente il cristallizzarsi del potere giudiziario come forza repressiva contro il dissenso. Ciò la rende particolarmente provocatoria in un luogo come il Royal Courts of Justice, simbolo del diritto e della legge.
- L’uso dell’arte urbana per affrontare temi politici critici pone sempre questioni complesse: quando un edificio è protetto, quale bilanciamento si può fare tra libertà di espressione e conservazione del patrimonio?
Cosa resta
- Anche se il murale è stato rimosso o cancellato, l’immagine — grazie alle foto, ai post social, alle condivisioni — ha già compiuto la sua funzione di provocazione, di stimolo al dibattito pubblico.
- Il gesto della rimozione potrebbe rafforzare ancora di più il messaggio che voleva trasmettere: «silenziare un’opera che denuncia il silenziamento».
