L’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp) ha diffuso una nota in cui denuncia un persistente malessere e presunte violazioni della privacy tra il personale della casa circondariale di Brissogne. La denuncia arriva a poche ore dalla visita del viceministro della Giustizia di Forza Italia, Paolo Francesco Sisto, che aveva descritto la situazione come “largamente positiva” sottolineando l’impegno della direttrice, severa ma attenta al trattamento dei detenuti.
L’Osapp, da sempre critica verso i vertici del carcere, sottolinea invece che dalla pubblicazione della lettera di dimissioni di un giovane agente avvenuta l’8 maggio, nulla è migliorato, anzi la situazione sarebbe peggiorata. La lettera denunciava un “ambiente di lavoro tossico” che a oggi non sarebbe stato oggetto di approfondimenti.
La nota segnala un incremento esponenziale dei procedimenti disciplinari e un uso discutibile dei sistemi di videosorveglianza, con telecamere installate perfino vicino ai servizi igienici destinati al personale. Un episodio grave evidenziato è la rimozione di una telecamera avvenuta solo dopo il danneggiamento di un’altra da parte di un detenuto, che, se confermato, configurerebbe una violazione della privacy e della dignità dei lavoratori.
Il sistema di valutazione del personale, secondo il sindacato, ha generato malcontento invece di motivare gli agenti, e di recente, in occasione di disordini, sono state inflitte numerose sanzioni scaricando le responsabilità esclusivamente su chi era in servizio, senza un’analisi trasparente delle carenze gestionali.
Il segretario regionale dell’Osapp, Carmelo Passafiume, denuncia inoltre un accumulo di 5 mila ore di lavoro non retribuito e oltre 700 riposi settimanali non concessi, equivalenti a più di quattro anni complessivi di lavoro non fruito. Numeri che il sindacato definisce un “campanello d’allarme” che richiede interventi urgenti e concreti per tutelare il personale della casa circondariale di Brissogne.
