La dichiarazione di resilienza strategica
In seguito ai raid israeliani contro siti nucleari e basi iraniane, alcune fonti ufficiali e miliziani hanno espresso la determinazione di resistere per anni a un conflitto esteso. L’Iran, sebbene sottoposto a pesanti sanzioni e pressioni, dichiara di poter affrontare un conflitto prolungato senza arretrare.
Questi sentimenti riflettono le parole del ministro degli Esteri Abbas Araghchi e di altri esponenti dell’establishment iraniano, che ripetono spesso:
“Vogliamo la pace, ma siamo prontamente preparati per la guerra”
La reazione popolare: paura, mobilitazione, determinazione
Secondo testimoni citati da Reuters, i civili iraniani vivono sentimenti contrastanti: c’è panico per le esplosioni e fuga verso i confini, ma anche un forte spirito nazionalista. Alcuni dichiarano:
“Mi unisco a chi dice: ‘Combatterò e morirò per difendere il nostro diritto al nucleare’” .
La società è esausta dalle crisi economiche e politiche, ma resta pronta a un confronto lungo e severo.
Le capacità militari iraniane e i possibili scenari
Secondo analisti, l’Iran dispone di:
- Migliaia di missili a medio raggio, capaci di colpire obiettivi in Medio Oriente e basi USA.
- Una rete di gruppi proxy in Iraq, Yemen, Siria, e Hezbollah in Libano, utilizzabili per attacchi indiretti .
Tuttavia, l’abilità di reagire è compromessa dal degrado delle difese aeree e le restrizioni imposte da sanzioni .
Il pericolo di escalation regionale
L’Iran, pur non volendo una guerra aperta, è pronto a un confronto lungo:
- Scenari prevedono attacchi a gasdotti, petrodotti, navi nel Golfo.
- Utilizzo strategico dei drone-missile verso obiettivi israeliani e americani .
Le condizioni geopolitiche si complicano, mentre la comunità internazionale sollecita la moderazione per evitare un’escalation incontrollabile.
Diplomazia in stallo e rischio nucleare
Le tensioni hanno portato al blocco delle trattative nucleari con gli USA. Israele sostiene che i raid mirano a prevenire una minaccia esistenziale, ma l’Iran continua a rivendicare il diritto nucleare. Araghchi, in dialogo con Macron, ha ribadito:
“Siamo per la pace, ma non resteremo in silenzio di fronte all’aggressione”

