Gli Stati Uniti potrebbero fermare gli aiuti militari all’Ucraina: la mossa di Trump e le sue ripercussioni

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Gli Stati Uniti stanno valutando seriamente l’ipotesi di interrompere tutti gli aiuti militari destinati all’Ucraina. La notizia giunge a seguito di un conflitto senza precedenti tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Trump è previsto incontrarsi con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, per valutare diverse opzioni che potrebbero costringere Kiev ad accettare le condizioni americane per la pace, inclusi accordi sulle terre rare.

Una delle principali misure sotto discussione sarebbe la sospensione o l’annullamento degli aiuti militari già previsti, incluse le spedizioni di munizioni e attrezzature che erano state autorizzate e pagate durante la presidenza di Joe Biden. Il New York Times ha riportato la notizia citando una fonte anonima.

Una grave batosta per Kiev e l’Europa

Per il presidente ucraino Zelensky, una simile decisione sarebbe un colpo durissimo. Zelensky ha infatti ripetutamente chiesto agli Stati Uniti di continuare a inviare armi all’Ucraina, per rafforzare la posizione del Paese nei futuri negoziati di pace con la Russia.

Fino ad oggi, l’amministrazione Trump non ha autorizzato nuove spedizioni di armi, ma non ha mai interrotto quelle decise sotto la presidenza Biden. Se anche quelle in corso venissero bloccate, sarebbe un duro colpo per Kiev, che sta faticando a contenere l’avanzata delle truppe russe. Dall’inizio dell’invasione su larga scala della Russia nel febbraio 2022, gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina circa 65,9 miliardi di dollari in aiuti militari.

Anche l’Europa subirebbe un impatto negativo da una simile decisione. I Paesi dell’Unione Europea, insieme al Regno Unito, stanno cercando di trovare una strategia per supportare Kiev, ma ciò richiede ingenti investimenti in difesa. Il prossimo incontro decisivo si terrà il 6 marzo, quando i capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri dell’Ue si riuniranno in un Consiglio europeo straordinario.

La corsa al riarmo europeo

In risposta alla possibile interruzione degli aiuti americani, l’Unione Europea sta cercando soluzioni per sostenere l’Ucraina e la propria difesa. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha dichiarato che l’Europa è pronta a collaborare con i partner per un piano di pace che garantisca una pace giusta e duratura per il popolo ucraino. Tuttavia, per garantire tale pace sono necessari forti investimenti in armi e in sicurezza, e queste armi devono essere finanziate.

Un’idea che potrebbe essere presentata dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, prima del summit straordinario, è la sospensione del Patto di stabilità e crescita per consentire che le spese per gli armamenti non siano conteggiate nel deficit nazionale, grazie all’attivazione della cosiddetta “clausola di salvaguardia”.

Inoltre, una proposta in discussione è la creazione di una “Banca per il riarmo” europea, che funzionerebbe come una sorta di Bei (Banca Europea per gli Investimenti) della Difesa. Questo fondo intergovernativo potrebbe essere finanziato inizialmente dai Paesi aderenti e poi autofinanziarsi sui mercati, per fornire prestiti destinati alla difesa.

Aumento delle spese militari in Europa

Se gli Stati Uniti dovessero ridurre il loro impegno, la spesa militare europea dovrà aumentare drasticamente per colmare il vuoto. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha sollecitato gli europei ad aumentare significativamente la spesa per la difesa, portandola a oltre il 3% del Pil. “Negli ultimi tre anni, i russi hanno speso il 10% del loro Pil per la difesa. Dobbiamo prepararci per il futuro, con un obiettivo del 3-3,5% del Pil”, ha dichiarato Macron in un’intervista al quotidiano francese Le Figaro.