Giro d’Italia, Kuss si prende la tappa regina del Giro. Vingegaard resta saldo in Maglia Rosa

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di Umberto Zollo | Alleghe (Belluno) — Sepp Kuss vince la 19ª tappa del Giro d’Italia 2026, da Feltre ad Alleghe-Piani di Pezzè. Jonas Vingegaard conserva la Maglia Rosa, mentre Ciccone conquista la vetta della classifica GPM.

La tappa regina del Giro d’Italia 2026 premia Sepp Kuss. Lo statunitense del Team Visma | Lease a Bike ha vinto la diciannovesima frazione, da Feltre ad Alleghe-Piani di Pezzè, 151 chilometri durissimi con circa 5.000 metri di dislivello e una sequenza di salite che ha trasformato la corsa in una selezione continua. Alle sue spalle sono arrivati Derek Gee e Giulio Ciccone, entrambi della Lidl-Trek.

Giro d’Italia 2026 – Tappa 19 – Feltre > Alleghe (Piani di Pezzè) – Sepp Kuss – @Comunicato RCS Sport

È stata una giornata di montagna vera, di quelle che non concedono tregua. Passo Duran, Coi, Forcella Staulanza, Passo Giau, Passo Falzarego e la rampa finale verso i Piani di Pezzè hanno spezzato il gruppo e ridisegnato parte della classifica. Jonas Vingegaard, quinto al traguardo, ha mantenuto la Maglia Rosa, avvicinandosi ulteriormente alla conclusione del Giro da leader.

La corsa si è accesa già nella prima parte, con una fuga numerosa e di qualità. Davanti si sono mossi corridori di spessore, tra cui Sepp Kuss, Giulio Ciccone, Derek Gee, Michael Storer, Damiano Caruso, Einer Rubio e altri uomini capaci di incidere su un percorso così severo. Il gruppo della Maglia Rosa, invece, è rimasto sotto il controllo della Visma | Lease a Bike, attenta a gestire ogni fase senza esporsi inutilmente.

Il momento più spettacolare è arrivato sul Passo Giau, Cima Coppi di questa edizione. Ciccone ha confermato la sua solidità in salita, raccogliendo punti preziosi per la Maglia Azzurra e provando poi l’azione solitaria dopo il Falzarego. Per alcuni chilometri l’abruzzese ha accarezzato l’idea del successo di tappa, ma sull’ultima salita il ritmo è cambiato.

Ai piedi dell’ascesa conclusiva verso i Piani di Pezzè, Kuss ha aumentato la cadenza e ha ripreso Ciccone con grande decisione. La pendenza, sempre vicina al 10% e con tratti fino al 15%, ha fatto il resto: lo statunitense ha preso margine e ha chiuso da solo, centrando una vittoria pesante, simbolica e tecnicamente limpida.

Dopo il traguardo, Kuss ha raccontato il senso della sua giornata: “Non era mai stato l’obiettivo principale. La priorità era aiutare Jonas Vingegaard a conquistare la Maglia Rosa. Quando l’altra sera mi hanno detto che avrei avuto la possibilità di entrare nella fuga, ho capito che dovevo cogliere l’occasione. È qualcosa che ho sempre sognato, ma ogni anno diventa sempre più difficile. Io continuo a crescere e a migliorare, ma lo stesso vale per tutti gli altri. Non ero del tutto convinto di riuscire a rientrare su Giulio Ciccone, quando ha raggiunto un minuto di vantaggio mi sono un po’ scoraggiato. A quel punto ho cercato semplicemente di concentrarmi sul fare la salita più veloce possibile, era un’ascesa molto ripida. Sapevo che mia madre sarebbe stata a 500 metri dal traguardo, voglio dedicare un pensiero speciale a lei e a tutta la mia famiglia, perché riesco a vederli solo per poche settimane all’anno”.

Alle spalle di Kuss, Gee ha confermato la sua regolarità, mentre Ciccone ha chiuso terzo e ha dato ulteriore valore alla sua giornata con la leadership nella classifica degli scalatori. Tra gli uomini di classifica, Felix Gall e Jonas Vingegaard sono arrivati insieme, seguiti da Jai Hindley, che ha superato Thymen Arensman nella generale salendo al terzo posto.

Buone indicazioni anche per gli italiani: Damiano Caruso ha chiuso settimo, ancora competitivo in una frazione durissima, mentre Davide Piganzoli ha terminato ottavo e ha guadagnato terreno nella lotta per la classifica giovani. Più indietro Ben O’Connor, in difficoltà sulle salite decisive, mentre Egan Bernal è rientrato nella top ten della generale.

La diciannovesima tappa lascia dunque un doppio messaggio: Kuss firma una delle vittorie più prestigiose della sua carriera, mentre Vingegaard resta il riferimento assoluto della corsa. Le Dolomiti hanno chiarito ancora una volta i rapporti di forza, ma il Giro non è finito: ogni chilometro verso Roma può ancora pesare.

Ordine d’arrivo – 19ª tappa

  1. Sepp Kuss — Team Visma | Lease a Bike — 04h 28’ 33”
  2. Derek Gee — Lidl-Trek — + 00’ 13”
  3. Giulio Ciccone — Lidl-Trek — + 00’ 36”
  4. Felix Gall — Decathlon CMA CGM Team — + 00’ 39”
  5. Jonas Vingegaard — Team Visma | Lease a Bike — + 00’ 39”
  6. Jai Hindley — Red Bull-Bora-hansgrohe — + 00’ 43”
  7. Damiano Caruso — Bahrain Victorious — + 01’ 06”
  8. Davide Piganzoli — Team Visma | Lease a Bike — + 01’ 11”
  9. Einer Rubio — Movistar Team — + 01’ 19”
  10. Michael Storer — Tudor Pro Cycling Team — + 01’ 19”

Classifica generale dopo la 19ª tappa

  1. Jonas Vingegaard — Team Visma | Lease a Bike — 75h 13’ 16”
  2. Felix Gall — Decathlon CMA CGM Team — + 04’ 03”
  3. Jai Hindley — Red Bull-Bora-hansgrohe — + 05’ 04”
  4. Thymen Arensman — Netcompany Ineos — + 05’ 33”
  5. Derek Gee — Lidl-Trek — + 06’ 31”
  6. Afonso Eulálio — Bahrain Victorious — + 07’ 26”
  7. Michael Storer — Tudor Pro Cycling Team — + 07’ 50”
  8. Davide Piganzoli — Team Visma | Lease a Bike — + 08’ 29”
  9. Damiano Caruso — Bahrain Victorious — + 09’ 01”
  10. Egan Bernal — Netcompany Ineos — + 11’ 19”

Altre classifiche

Classifica a punti: Paul Magnier — Soudal Quick-Step
Classifica GPM: Giulio Ciccone — Lidl-Trek
Classifica giovani: Afonso Eulálio — Bahrain Victorious