Morto in porto a Genova, un tavolo per estendere i piani sicurezza sulle banchine

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Si terrà entro la fine di febbraio un incontro tra le parti sindacali, le autorità portuali e le parti datoriali, la rappresentanza di Confindustria delle riparazioni navali, per discutere dell’estensione dei protocolli di sicurezza portuali, gli Rls di sito, anche nel comparto delle Riparazioni navali, dove oggi non ci sono. È questo il primo risultato della mobilitazione dei lavoratori di Riparazioni Navali di Genova che sono scesi in piazza dopo la morte di Lorenzo Bertanelli, il carpentiere di 36 anni travolto ieri da una pesante elica mentre lavorava nel Bacino 2 di Ente Bacini.
“L’estensione degli Rls di sito al comparto industriale – spiega il segretario di Fiom Cgil, Stefano Bonazzi – è qualcosa che davvero può alzare la capacità di riduzione del rischio anche perché darebbe maggiore agibilità ai rappresentanti eletti dai lavoratori, che sono gli unici che possono dire, al di là del profitto delle aziende, fermatevi perché quell’attività è pericolosa”.
Quella delle Riparazioni Navali, infatti, è un area particolarmente complessa dove operano aziende dirette di medie dimensioni, appalti e subappalti, con forti picchi di lavoro.
“La morte di Lorenzo è uno spartiacque – conclude Bonazzi – indietro non si torna, oggi comincia una vertenza sulla sicurezza nelle riparazioni navali che non si ferma”.
Intanto il Prefetto ha allargato un tavolo di confronto che era già stato fissato all’11 febbraio con i sindacati per l’ Igiene e Sicurezza del Porto, anche ai metalmeccanici