Roma, terrore nella notte per El Aynaoui: rapinato in casa da una banda armata

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Sei uomini a volto coperto hanno fatto irruzione nella villa di Castel Fusano. Il calciatore e i suoi familiari sono stati sequestrati in una stanza mentre i malviventi svaligiavano l’abitazione. Bottino da migliaia di euro.

ROMA – Erano circa le 3 del mattino quando il silenzio della zona residenziale di Castel Fusano è stato squarciato dall’irruzione di una banda paramilitare. Secondo quanto riportato dall’Ansa, sei uomini vestiti di nero, con il volto travisato e armati di pistole, sono riusciti a penetrare nella villa di Neil El Aynaoui dopo aver divelto con forza una grata della finestra del salone.

Il sequestro della famiglia

Una volta all’interno, i rapinatori hanno agito con estrema freddezza. Sotto la minaccia delle armi, hanno radunato tutti i presenti — il calciatore giallorosso, la madre, la compagna, il fratello e la fidanzata di quest’ultimo — e li hanno chiusi a chiave in una stanza. Un sequestro lampo finalizzato a ripulire la casa senza interferenze.

Mentre la famiglia viveva momenti di angoscia nell’oscurità della camera, i sei malviventi hanno passato al setaccio ogni angolo della villa, dimostrando di conoscere bene i possibili nascondigli di oggetti di valore.

Un bottino ingente

Il colpo ha fruttato alla banda un bottino considerevole, composto principalmente da beni di lusso facilmente piazzabili sul mercato nero:

  • Gioielli: Preziosi per un valore stimato di circa 10 mila euro.
  • Orologi: Un prezioso Rolex (il cui valore è ancora in fase di quantificazione).
  • Accessori: Diverse borse griffate sottratte dalle collezioni private della famiglia.

Le indagini: caccia alla banda dei sei

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, allertati non appena i rapinatori si sono dileguati nel buio della pineta circostante. Gli investigatori hanno immediatamente isolato l’area per i rilievi della Scientifica, alla ricerca di impronte digitali o tracce biologiche lasciate durante lo scasso della grata.

Al vaglio degli inquirenti ci sono ora le immagini dei sistemi di videosorveglianza sia della villa che della zona di Castel Fusano. L’ipotesi è che la banda possa aver effettuato dei sopralluoghi nei giorni precedenti per studiare le abitudini dell’atleta e i punti deboli della sicurezza.


L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza dei calciatori nella Capitale, già in passato bersagli di colpi simili. Per El Aynaoui, fortunatamente illeso insieme ai suoi cari, resta lo shock di una violazione domestica che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.