di Umberto Zollo
Nei primi due mesi del 2026 lo scalo aeroportuale di Torino Caselle è stato al centro di una intensa attività di controllo da parte della Polizia di Frontiera, impegnata nella sorveglianza dei transiti e nella verifica dei documenti di viaggio. Il bilancio diffuso dalla Polizia di Stato restituisce il quadro di un presidio costante sulla sicurezza: 12 cittadini stranieri respinti e rimpatriati, 4 arresti per esecuzione di ordini di carcerazione, diversi casi di utilizzo di documenti falsi e tre persone indagate per furto aggravato all’interno del Duty Free.
L’attività rientra nel più ampio dispositivo di vigilanza delle frontiere, che nello scalo torinese si traduce in controlli quotidiani su passeggeri, documentazione e posizione amministrativa dei viaggiatori. Secondo quanto comunicato, nei primi due mesi dell’anno sono state controllate complessivamente 234.615 persone, dato che evidenzia la portata del lavoro svolto dagli agenti in servizio all’aeroporto.
Tra i provvedimenti più rilevanti figurano i 12 respingimenti alla frontiera con conseguente rimpatrio nei Paesi di provenienza. Le motivazioni accertate sono diverse: in alcuni casi la mancanza del visto d’ingresso, in altri l’assenza di requisiti ritenuti necessari per la permanenza in Italia, come la disponibilità economica sufficiente, una prenotazione alberghiera o un biglietto di ritorno. I controlli hanno inoltre consentito di contrastare il fenomeno degli overstayers, ossia di quei cittadini stranieri che si presentano nuovamente alla frontiera dopo aver già superato il limite di permanenza di 90 giorni nell’arco di 180 giorni.
Sul fronte penale, la Polizia di Stato segnala 4 arresti eseguiti in applicazione di ordini di carcerazione per reati legati allo spaccio di stupefacenti. A questi si aggiungono 6 cittadini stranieri indagati in stato di libertà dopo essere stati intercettati mentre tentavano di imbarcarsi su voli diretti nel Regno Unito utilizzando documenti falsi.
Un ulteriore episodio ha riguardato un passeggero diretto a Dublino, denunciato in stato di libertà perché trovato in possesso di un passaporto alterato o contraffatto durante le procedure di imbarco. Anche questo caso rientra nell’attività di contrasto alla frode documentale, uno dei fronti più delicati per la sicurezza aeroportuale.
Infine, sono stati segnalati 3 indagati in stato di libertà per un furto aggravato commesso all’interno del Duty Free dell’aeroporto. L’individuazione dei presunti responsabili, secondo quanto riferito, è stata resa possibile dall’impiego del sistema di videosorveglianza dello scalo e dall’analisi delle immagini effettuata dagli operatori di polizia, che hanno ricostruito i movimenti fino all’area del gate.
Nel comunicato viene inoltre richiamato il nuovo sistema Entry/Exit, previsto per i controlli alle frontiere dell’area Schengen a partire dal 12 ottobre 2025, basato su procedure automatizzate e rilevazione delle biometrie dei cittadini provenienti da Paesi terzi. L’obiettivo è rafforzare gli strumenti di contrasto contro la frode d’identità e l’uso illecito dei documenti di viaggio.
Il bilancio dei primi due mesi dell’anno conferma quindi come l’aeroporto di Torino Caselle rappresenti un punto sensibile sotto il profilo della sicurezza e del controllo del territorio. I numeri diffusi mostrano un’attività che non si limita alla verifica amministrativa dei transiti, ma si estende alla prevenzione e alla repressione di reati che vanno dall’immigrazione irregolare alla falsificazione documentale, fino ai furti all’interno dello scalo.
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