Suicidio Paolo Mendico: la bufera si allarga, provvedimenti per altre due docenti

Condividi

Sanzioni in arrivo per le insegnanti del giovane. Il sindacato DirigentiScuola insorge in difesa della preside: «Contestazioni arrivate prima ancora dell’ispezione ministeriale».

Non si placa la tempesta giudiziaria e amministrativa nata dopo il tragico gesto di Paolo Mendico. Oltre alla posizione della dirigente scolastica, finita immediatamente sotto i riflettori, il Ministero dell’Istruzione ha ora esteso i provvedimenti disciplinari ad altre due docenti della scuola frequentata dal giovane. Secondo le prime indiscrezioni, le contestazioni riguarderebbero la gestione di presunti episodi di disagio che lo studente avrebbe manifestato prima del suicidio.


La difesa dei presidi: “Processo sommario”

Sulla vicenda è intervenuto duramente il sindacato DirigentiScuola, che ha preso le difese della preside dell’istituto, denunciando una procedura che definisce “anomala e punitiva”.

  • Tempistiche sospette: Il sindacato sostiene che alla dirigente sarebbe stata notificata la contestazione formale di addebiti ancora prima che gli ispettori ministeriali inviati da Roma concludessero (o addirittura iniziassero) il loro lavoro sul campo.
  • Clima di caccia alle streghe: «Si sta cercando un capro espiatorio prima ancora di accertare i fatti», dichiarano i rappresentanti sindacali, sottolineando come la scuola sia spesso lasciata sola nel gestire fragilità psicologiche enormi.

I nuovi provvedimenti: docenti nel mirino

Le due insegnanti raggiunte dai provvedimenti avrebbero avuto contatti diretti con la classe di Paolo nelle settimane precedenti la tragedia. L’indagine punta a capire se vi siano state:

  1. Omissioni nella segnalazione: Se i segnali di allarme lanciati dal ragazzo siano stati sottovalutati o ignorati.
  2. Mancata attivazione dei protocolli: Se la scuola abbia seguito correttamente le linee guida per la prevenzione del disagio giovanile e del bullismo (sebbene quest’ultima ipotesi sia ancora al vaglio).

Il monito del Ministero

Dal Ministero dell’Istruzione e del Merito trapela fermezza: l’obiettivo è garantire che ogni scuola sia un luogo sicuro e che le responsabilità, qualora accertate, vengano sanzionate con rigore. Tuttavia, la comunità scolastica è divisa: tra chi chiede giustizia immediata per Paolo e chi teme che la burocrazia stia travolgendo docenti e presidi senza una reale analisi dei fatti.

Mentre la magistratura prosegue il suo corso parallelo, la scuola di Paolo vive giorni di tensione e silenzio, in attesa che la verità su quegli ultimi giorni di vita emerga chiaramente.