di Umberto Zollo
Un escursionista torinese di 61 anni ha perso la vita durante un’uscita in Alta Valle Stura, nel comune di Vinadio (Cuneo). L’uomo, partito nella mattinata di ieri in direzione del vallone di Sant’Anna di Vinadio, non aveva fatto ritorno a casa, spingendo i familiari a lanciare l’allarme di mancato rientro intorno alle 23.
Il tecnico di centrale operativa del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese ha verificato che l’escursionista aveva tracciato il proprio itinerario tramite Georesq, l’app sviluppata dal CNSAS per la sicurezza in montagna. Grazie al sistema di rilevamento GPS è stato possibile individuare l’ultima posizione trasmessa dallo smartphone, in tarda mattinata, poco sotto il monte Lausa Bruna.
Una squadra veloce del Soccorso Alpino si è subito diretta verso il punto segnalato, riuscendo a localizzare il corpo dell’uomo intorno all’1:30 della notte. Il 61enne è stato trovato a valle di un salto di rocce, in condizioni incompatibili con la vita. Secondo le prime ricostruzioni, l’escursionista sarebbe precipitato accidentalmente durante l’ascensione.
Alle operazioni hanno preso parte anche il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco, incaricati rispettivamente delle attività di Polizia Giudiziaria e del recupero della salma. Quest’ultimo è stato portato a termine nella mattinata odierna con l’ausilio dell’elicottero dei Vigili del Fuoco.
In contesti come questi, le tecnologie di geolocalizzazione si dimostrano fondamentali per ridurre i tempi di intervento e permettere ai soccorritori di raggiungere con maggiore rapidità le aree di ricerca.
La tragedia riporta l’attenzione sull’importanza della prevenzione in montagna e sull’uso di strumenti tecnologici che, come nel caso di Georesq, possono fornire informazioni cruciali per i soccorsi. L’episodio di Vinadio è l’ennesimo monito ai frequentatori delle alte quote sull’importanza di pianificare attentamente le escursioni e muoversi con la massima prudenza.
