Pescara, tassista rifiuta corsa a non vedente con cane guida: “Niente animali sulla mia auto”

Condividi

Un episodio di discriminazione scuote la città abruzzese: un tassista ha negato una corsa a una donna non vedente perché accompagnata dal suo cane guida, dichiarando: “Non voglio animali sul mio taxi”. Nonostante l’intervento della Polfer, che ha prestato assistenza, il conducente si è rifiutato di modificare la sua posizione. Ora la vicenda passa alla polizia municipale, che potrebbe irrogare una sanzione fino a 2.500 euro.


Diritti calpestati: cosa prevede la legge

La legge 37/1974, integrata dal Decreto 60/2006, garantisce alle persone non vedenti il diritto di salire su qualsiasi mezzo pubblico insieme al proprio cane guida, senza costi aggiuntivi. Il rifiuto da parte del tassista è esplicitamente illegale e punibile con una sanzione amministrativa tra i 500 e i 2.500 €, oltre a eventuali provvedimenti disciplinari fino alla sospensione o revoca della licenza .


 Precedenti sensibilizzanti

  • Roma, aeroporto di Fiumicino (agosto 2024): un tassista è stato multato per 2.700 € dopo aver negato la corsa a due non vedenti con cane guida. Gli agenti della polizia locale hanno assistito le vittime e segnalato l’episodio alle autorità.
  • Milano (dicembre 2024): due non vedenti sono stati lasciati a terra perché il tassista pretendeva di far lasciare il cane nel bagagliaio. Il Comune ha sospeso la licenza del conducente per 30 giorni, respingendo il ricorso presentato.

Questi episodi dimostrano come la normativa italiana, pur chiara, venga spesso disattesa. L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) ha richiesto più volte interventi informativi e sanzionatori contro pratiche discriminatorie.


 Cosa è successo a Pescara

  • La donna, di origine portoghese e residente in Emilia-Romagna, arrivava a Pescara in treno da Bologna.
  • All’uscita della stazione ha richiesto un taxi verso Montesilvano. Il tassista, però, ha rifiutato di farla salire, motivando il diniego con la presenza del cane guida.
  • La Polfer è intervenuta con tentativi di mediazione, ma il conducente ha mantenuto fermo il rifiuto. La passeggera è salita su un altro taxi chiamato dalle forze dell’ordine.

 Implicazioni e tutele possibili

L’episodio non è isolato. L’accesso negato ai cani guida continua a essere una forma frequente di discriminazione, che compromette il diritto alla mobilità e all’inclusione delle persone cieche. In Italia, la legge è chiara: vietare immotivatamente un trasporto per la presenza del cane guida equivale a una violazione diretta ai diritti sanciti anche dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità .

Le conseguenze possibili per il tassista includono:

  • Sanzione amministrativa fino a 2.500 €;
  • Sospensione o revoca della licenza a discrezione degli enti locali;
  • Possibile attivazione da parte delle associazioni civiche per eventuali ricorsi o azioni di tutela.


Il caso accaduto a Pescara è l’ennesima conferma che, nonostante la normativa tuteli chiaramente i cani guida, le resistenze culturali permangono anche tra chi è chiamato a garantire il servizio pubblico. L’intervento della Polfer dimostra che esiste tutela, ma la ripetizione del fenomeno richiama con forza a una maggiore formazione dei tassisti e controllo attivo da parte delle autorità locali.
Garantire accessibilità significa affermare il diritto di tutti a muoversi liberamente, senza discriminazioni né ostacoli inutili.