Secondo un anonimo alto funzionario dell’ufficio del primo ministro citato da Channel 12, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe preso la decisione definitiva di occupare militarmente l’intera Striscia di Gaza:
“We are moving to occupy the strip — the decision has been made.”
L’iniziativa rappresenterebbe la revoca ufficiale della linea adottata nel 2005, quando Israele ritirò le proprie truppe e colonie dalla regione.
Obiettivi ufficiali e motivazioni interne
Fonti interne riferiscono che l’occupazione completa è vista come strumento necessario per costringere Hamas alla resa totale e liberare tutti gli ostaggi ancora in mano al movimento. Un funzionario ha dichiarato che, senza un’azione decisa, “se non agiamo ora, gli ostaggi moriranno di fame e Gaza resterà sotto il controllo di Hamas” .
Divisioni interne al governo e ai vertici militari
Secondo notizie da Reuters, il governo sarà chiamato a formalizzare la strategia durante una riunione del gabinetto di sicurezza programmata il 5 agosto. Il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir ha espresso forti riserve sull’operazione, e una fonte anonima ha dichiarato: “Se non è d’accordo, dovrebbe dimettersi” .
Escalation e impatto umanitario
Una decisione simile comporterebbe l’estensione delle operazioni militari in zone densamente popolate, compresi campi profughi dove si sospetta siano tenuti ostaggi. Il risultato sarebbe una drammatica intensificazione del conflitto con inevitabili pesanti conseguenze civili, alimentando accuse di pulizia etnica, secondo gruppi internazionali.
Stato attuale del controllo territoriale
- L’operazione “Gideon’s Chariots”, iniziata a maggio 2025, ha portato il controllo militare israeliano a coprire oltre il 65‑70% della Striscia. Tuttavia, alcune zone centrali restano ancora nelle mani di Hamas o non completamente occupate .
- L’intenzione, questa volta, sarebbe di estendere ulteriormente la presenza israeliana fino alla totalità del territorio.
Rischi strategici e opposizioni
- Il Consiglio d’Europa e vari analisti israeliani, tra cui oltre 600 ex responsabili della sicurezza, hanno avvertito che l’occupazione rischia di compromettere la sicurezza nazionale e allontanare ogni possibilità di accordo imminente.
- Famiglie degli ostaggi hanno espresso timori che un’operazione su vasta scala possa mettere a rischio le vite delle persone in mano a Hamas.
Nel contesto negoziale e geopolitico
Le trattative internazionali per una tregua umanitaria (a Doha) sono fallite, portando a una nuova strategia mediatica definita dagli Stati Uniti come un piano “all or nothing”: o resa totale di Hamas o nulla .
La decisione di occupare completamente Gaza rappresenta la fase più drammatica di una guerra che dura da 22 mesi e segna una svolta potenzialmente disastrosa sul piano umanitario, strategico e diplomatico.
