Caulonia si stringe nel ricordo di Battista Mastroianni: domani la messa in suffragio

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Mentre il silenzio del dolore avvolge ancora i familiari e i colleghi, la comunità di Caulonia si prepara a rendere omaggio a Battista Mastroianni, il brigadiere dei Carabinieri di 38 anni scomparso tragicamente nella notte tra il 30 e il 31 gennaio scorso.

Dopo l’ultimo saluto celebrato pochi giorni fa a Lamezia Terme a seguito dell’esame autoptico, domani, mercoledì 11 febbraio, sarà il momento della preghiera nella Locride. È qui, tra Caulonia e Bovalino, che il militare ha speso gran parte della sua carriera professionale, lasciando un segno profondo di umanità e dedizione. La funzione si terrà alle 18:00presso la chiesa di San Silvestro e Barbara a Caulonia Marina.


Il giallo del tragitto e l’analisi delle telecamere

Parallelamente al cordoglio, l’attività investigativa prosegue senza sosta per fare piena luce sugli ultimi istanti di vita del brigadiere. La Procura e i legali della famiglia, gli avvocati Ilario Circosta e Giuseppe Calderazzo, puntano i riflettori sulla ricostruzione cronologica degli eventi.

Il fulcro delle indagini riguarda il tragitto compiuto da Mastroianni dopo essere stato fermato da una pattuglia di colleghi. Secondo la ricostruzione ufficiale dell’Arma, l’uomo era stato invitato a seguire i militari in caserma con il proprio mezzo privato per chiarire i motivi della sua presenza in quel luogo. È proprio in quel frangente che sarebbe avvenuta la tragedia, all’interno della sua auto nei pressi del cimitero di Sambiase.

  • 40 dispositivi di videosorveglianza: Gli inquirenti hanno acquisito le immagini dell’impianto del cimitero e di altre decine di telecamere lungo il percorso.
  • L’istanza dei legali: La difesa ha richiesto la visione completa dei filmati per verificare ogni dettaglio del tragitto verso la caserma e accertare se vi siano stati elementi o contatti esterni rilevanti prima dello sparo fatale.

Lo smartphone “blindato”

Un altro tassello fondamentale per comprendere le motivazioni del gesto o eventuali pressioni subite risiede nel telefono cellulare del brigadiere. Tuttavia, l’analisi del dispositivo si sta rivelando più complessa del previsto.

Un primo tentativo di accesso effettuato dalla polizia giudiziaria è andato a vuoto: i software attualmente in dotazione non sono riusciti a bypassare i sistemi di sicurezza del telefono. Gli inquirenti sono ora in attesa di strumenti tecnologici più aggiornati e compatibili per poter estrarre i dati relativi a messaggi, chiamate e attività social delle ultime ore di vita di Mastroianni.

Un momento di riflessione: La messa di domani a Caulonia non sarà solo un atto formale, ma il riconoscimento di un legame indissolubile tra un servitore dello Stato e il territorio della Locride, in attesa che la giustizia faccia il suo corso per restituire una verità completa su una vicenda che ha scosso l’intera Calabria.

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