Reggina, vittoria sofferta a Caltanissetta: l’errore di Lancini riapre la gara, ma gli amaranto reggono

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Nissa-Reggina, al Tomaselli gli amaranto vincono la sfida dell’anno ma la ripresa fa tremare

Allo stadio «Marco Tomaselli» la Reggina vince una gara maschia e sentitissima. Ma nella ripresa gli amaranto soffrono e il vantaggio, “fragile”, diventa un problema: il campionato di Marchionni passa da qui.

Allo stadio non si è giocato: si è fatto a spallate. E la Reggina, alla fine, ha “spallato” meglio.

Che il «Marco Tomaselli» di Caltanissetta sarebbe stato una bolgia lo sapevano tutti. A cominciare dalla società del patron Luca Giovannone, che aveva presentato questa sfida come la partita dell’anno. Una gara bella, maschia al punto giusto, vissuta sul filo dell’adrenalina. La Reggina e i suoi tifosi hanno portato a casa un successo che racconta una cosa precisa: gli amaranto sono di un’altra categoria. Ma non è stato tutto così semplice, e il finale è meno rassicurante di quanto dica il tabellino.

Il dominio e l’errore che cambia tutto. Per larga parte della sfida (primo tempo) la Reggina ha fatto quello che voleva: gestione ordinata, ritmo controllato, padroni del campo. Poi, al 47′, l’imprevisto. Un errore dell’esperto Lancini, uno che di partite così ne ha viste tante, ha restituito la speranza ai padroni di casa. Alagna non ha fatto complimenti e ha trovato la rete che ha dato ossigeno al Nissa e voce a un pubblico già caldissimo.  

La ripresa ribalta gli equilibri. Nel secondo tempo il copione si è capovolto. La Nissa ha preso in mano la partita, com’era giusto che fosse, mentre gli ospiti si sono rintanati: attendisti, contratti e poco ordinati in fase di impostazione. La squadra di Marchionni ha pagato la paura di perdere con un calo di lucidità evidente. Il segno più chiaro è che la Reggina non ha costruito conclusioni importanti verso la porta difesa da Ukelis.  

Il campanello d’allarme. Qui sta la parte che pesa di più. Il successo c’è, ed è la cosa che conta. Ma ciò che preoccupa per il prosieguo del campionato è un difetto che si è visto con chiarezza: la Reggina, quando subisce gol, fatica a reagire. E fatica anche a gestire la gara quando il vantaggio è corto. Per una squadra che ogni domenica è chiamata a fare sua la partita, è un nodo da sciogliere in fretta.

Il bilancio. A Caltanissetta la Reggina ha dimostrato di avere qualità e peso specifico, ma anche di non poter vivere di rendita. Vincere soffrendo fa classifica, vincere controllando fa campionati. Marchionni ha una settimana per lavorare sulla testa prima ancora che sulle gambe: la differenza tra una grande squadra e una squadra forte spesso sta nel modo in cui si reagisce a un gol subìto.

IL RACCONTO DELLA PARTITA –

Primo tempo quasi perfetto della Reggina, macchiato nel finale dall’errore di Lancini

La Reggina ha dominato il primo tempo contro i giallorossi, imponendo sin dai minuti iniziali la propria maggiore esperienza e qualità individuale. La squadra di Marchionni ha gestito la gara con grande tranquillità, controllando le fasi di gioco e sfruttando con lucidità le occasioni create, (anche questa volta tante) fino al meritato 2-0 con cui sembrava dovesse chiudersi la frazione iniziale. Poi, però, l’errore di Lancini ha dato ossigeno ai padroni di casa, con il gol al 47’ di Alagna che ha riaperto la partita e cambiato il clima in vista della ripresa.

Magrassi tormenta la difesa – Già nei primi dieci minuti gli amaranto hanno messo in difficoltà la retroguardia giallorossa, con Magrassi protagonista assoluto delle incursioni pungenti sul fronte offensivo. L’attaccante amaranto, pur costantemente marcato, è riuscito a preoccupare più volte la difesa di casa, creando spazi e occasioni per i compagni. La prima vera azione della Reggina è arrivata dopo appena tre minuti: Magrassi si è trovato a tu per tu sul lato sinistro con l’estremo difensore Ukelis, che ha chiuso lo specchio della porta. La conclusione è finita addosso al portiere, generando il primo calcio d’angolo, poi senza conseguenze.

Il vantaggio di Abonckelet – Al 19’ è arrivato il gol del vantaggio. L’azione è nata da un lancio di Magrassi in area: la difesa di casa ha lasciato spazio e Abonckelet, il più lesto di tutti, ha insaccato con freddezza per l’1-0 amaranto. La Reggina ha continuato a controllare senza sforzo, mentre la Nissa ha mostrato diverse difficoltà nella fase di impostazione, con troppi errori che hanno favorito il possesso e la gestione tranquilla degli ospiti. L’esperienza dei giocatori amaranto si è fatta sentire in campo, permettendo alla squadra di Marchionni di condurre la gara senza subire vere occasioni.

Il raddoppio meritato – Al 30’ è arrivato il colpo decisivo. Magrassi, dalla trequarti, ha sfruttato una disattenzione di Palermo, si è involato da solo verso la porta di Ukelis e ha realizzato il meritato raddoppio amaranto. Un gol che sanciva la superiorità reggina nel primo tempo e premiava la costante pressione dell’attaccante sulla difesa di casa. Anche Rotulo ha avuto una buona occasione, vedendosi respingere la sfera sulla linea dalla retroguardia avversaria. Fino a quel momento, la Reggina aveva condotto la gara a proprio piacimento, senza errori e con un vantaggio meritato.

Il gol che riapre la partita – La Reggina ha gestito il vantaggio con lucidità fino al 47’, quando Lancini, uno dei migliori in campo fino a quel momento, ha commesso un errore che ha consentito ad Alagna di accorciare le distanze per i padroni di casa. Una rete che ha macchiato una prestazione fino ad allora impeccabile degli ospiti e ha ridato slancio e convinzione alla Nissa. I padroni di casa sono rientrati negli spogliatoi con il vantaggio dimezzato e con il morale alto, consapevoli di poter giocarsi la sfida fino alla fine.

Ripresa diversa: la Nissa spinge, la Reggina soffre – La ripresa si è rivelata completamente diversa, con un atteggiamento cambiato da entrambe le squadre. La Nissa, forte del gol e del sostegno del proprio pubblico, è fin da subito scesa in campo con maggiore determinazione, cercando di rimontare una partita che si era messa subito in salita. La Reggina, invece, è rientrata più contratta e nervosa, con i cartellini gialli che hanno iniziato a volare e con la necessità di ritrovare la solidità e la lucidità mostrate nella maggior parte del primo tempo.

Pressione giallorossa e angoli – I padroni di casa hanno preso il comando delle operazioni: spingono, il pubblico si fa sentire e Lagonigro è chiamato più volte a dare ordini ai compagni per riorganizzare la retroguardia. L’inerzia della partita è cambiata: ora sono i padroni di casa a giocare, mentre gli ospiti tendono ad aspettare e a difendere il risultato. Aumentano gli angoli per la Nissa, così come la pressione sotto porta, ma per il momento gli amaranto, pur contratti, riescono a uscire indenni dalle situazioni di pericolo.

Il duello Lancini-Alagna e i cartellini – Continua intanto il duello tra i protagonisti del finale del primo tempo, Lancini e Alagna, con il direttore di gara Leone che fa sempre più spesso mostra dei cartellini, distribuendo gialli a diversi giocatori. Al 65’ iniziano anche le mosse degli allenatori: il primo a rompere gli indugi è Moschella, che sostituisce l’autore del gol Alagna con Provenzano.

Le occasioni e i cambi – Le iniziative della Reggina, con i tiri da fuori area di Toscano e Rotulo, non riescono però a impensierire realmente la retroguardia giallorossa, che inizia a credere sempre più nel pareggio. Al 70’ è la volta di Marchionni: esce Rotulo, entra Rossetti. Moschella risponde subito con Catalano al posto di Terranova. Al 75’ una buona lettura di Lagonigro, che esce dalla propria area e anticipa un lungo lancio dei padroni di casa verso i propri attaccanti, dice molto su come le due squadre si siano allungate e su quanto la Nissa stia cercando in tutti i modi il pareggio, che per ora però non arriva.

Reggina in affanno ma vincente – La Reggina mostra segni di sofferenza, con diversi giocatori in evidente debito di ossigeno. Il primo è Reis, che dopo l’ennesima discesa sulla fascia non ha più energie: Marchionni decide così di sostituirlo con Guida a poco più di dieci minuti dal fischio finale. Nonostante le difficoltà, la Reggina riesce a portare a casa una vittoria importante, che mette a tacere le critiche arrivate dopo gli ultimi risultati e consente alla squadra di mantenere la testa della classifica, per una città che continua a sognare in grande.

Tabellino di NISSA-REGGINA 1-2 – Marcatori: 20′ pt Abonckelet, 33′ pt Magrassi, 49′ pt Alagna (N).


Note-Ammoniti: Girasole D. (R), Acquadro (R), Abonckelet (R), Provenzano (N), Panattoni (N), Di Grazia (N), Lagonigro (R). Angoli: 9-4. Recupero: 4′ pt; 4′ st.


Nissa: Ukelis, Cauteruccio, Cusumano, Bruno, Rapisarda, Palermo (27′ st Agnello), Fofana (1′ st Provenzano), Calvosa (20′ st Distratto), Terranova (27′ st Catalano), Alagna (20′ st Panattoni), Di Grazia. In panchina: Maggiore, Ferrante, Maltese, Bello, Allenatore: Ivan Moschella.

Direttore di gara Leone della sezione di Avezzano, assistito dai guardalinee Grimaldi della sezione di Bari e Lembo della sezione di Valdarno.


Reggina: Lagonigro, Girasole R., Lancini, Baldan (25′ pt Girasole D.), Fazio (33′ st Specker), Abonckelet, Acquadro, Rotulo (26′ st Rossetti), Toscano; Reis (33′ st Guida), Magrassi. In panchina: Piras, De Mori, Baggi, Laaribi, Alma. Allenatore: Marco Marchionni.

E voi, che ne pensate? La Reggina è davvero pronta a reggere il peso della favorita o il secondo tempo del «Tomaselli» è un segnale da non sottovalutare? Scrivetelo nei commenti.

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