Operazione “Car Cash”: smantellato sistema di riciclaggio e auto di lusso

La Guardia di Finanza ricostruisce un complesso giro di affari illeciti. Sequestri per milioni di euro e decine di indagati. Svelato il meccanismo per “pulire” il denaro sporco attraverso le concessionarie.

Auto di grossa cilindrata, flussi finanziari opachi e una rete di prestanome. Sono questi gli ingredienti dell’operazione “Car Cash”, un’inchiesta che ha portato alla luce un sofisticato sistema di frode che legava il commercio di autoveicoli al riciclaggio di proventi illeciti. Durante la conferenza stampa, gli inquirenti hanno descritto un quadro inquietante sulla capacità della criminalità locale di infiltrarsi nel mercato automobilistico.


Il meccanismo della frode

Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, l’organizzazione utilizzava diverse modalità per evadere il fisco e riciclare denaro:

  • Acquisti in contanti e prestanome: Auto di lusso venivano acquistate attraverso triangolazioni finanziarie volte a nascondere il reale beneficiario e la provenienza del denaro.
  • Frodi IVA (Carosello): Utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per abbattere l’imposizione fiscale e rivendere i veicoli a prezzi concorrenziali, alterando il mercato.
  • Auto “fantasma”: Veicoli che sulla carta risultavano esportati ma che in realtà continuavano a circolare o venivano smembrati per il mercato dei pezzi di ricambio.

I numeri del blitz

L’impatto dell’operazione sul territorio è stato massiccio:

  1. Sequestri: Posti i sigilli a beni mobili e immobili per un valore di diversi milioni di euro, inclusi parchi auto di lusso e conti correnti.
  2. Misure cautelari: Diverse le persone colpite da provvedimenti giudiziari, tra cui titolari di concessionarie e consulenti finanziari compiacenti.
  3. Controlli a tappeto: Le perquisizioni hanno interessato non solo la città di Reggio Calabria, ma anche diverse località della provincia.

Le parole degli inquirenti: “L’operazione Car Cash dimostra come il settore delle auto sia ancora uno dei canali privilegiati per l’immissione di capitali illeciti nell’economia legale. Colpire questi patrimoni significa indebolire direttamente le strutture criminali”.


Un segnale per il mercato legale

L’indagine non ha solo un valore repressivo, ma serve a tutelare gli imprenditori onesti del settore che subiscono la concorrenza sleale di chi opera al di fuori delle regole. La Guardia di Finanza ha confermato che i controlli sui flussi finanziari legati ai beni di lusso resteranno altissimi per prevenire nuove infiltrazioni.

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