Emergenza influenza a Catanzaro, ospedale sotto pressione: «Il 30% in più di polmoniti, colpiti fragili, anziani e anche i giovani»

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L’influenza stagionale sta mettendo sotto pressione il sistema ospedaliero di Catanzaro, con un aumento significativo dei casi più gravi. Secondo i dati rilevati nelle ultime settimane, si registra un incremento di circa il 30% delle polmoniti, con un impatto rilevante soprattutto su pazienti fragili e anziani, ma con un numero crescente di giovani adulti che necessitano di cure ospedaliere.

La situazione ha spinto il management aziendale ad adottare misure straordinarie di contenimento. Anche in considerazione della concomitanza con l’evento Rai di fine anno, che ha comportato un maggiore afflusso di persone e un rafforzamento dei dispositivi di sicurezza in città, è stata decisa la sospensione temporanea dei ricoveri ordinari, al fine di liberare posti letto e garantire la piena operatività dei reparti di emergenza.


Pronto soccorso sotto stress, ma la situazione resta gestibile

Il carico maggiore si registra al pronto soccorso, dove l’afflusso di pazienti con sintomi influenzali, insufficienze respiratorie e complicanze polmonari è aumentato sensibilmente. «La pressione è evidente – spiega il primario del pronto soccorso – ma la situazione è sotto controllo, anche grazie al supporto dell’Università, che ha consentito di rafforzare i turni e migliorare la gestione clinica dei casi più complessi».

Un ruolo chiave è svolto anche dalla collaborazione tra reparti, con pneumologia, medicina interna e terapia intensiva impegnate in un costante coordinamento per evitare colli di bottiglia e garantire assistenza tempestiva ai pazienti più critici.


Colpiti i soggetti fragili, ma aumentano i casi tra i giovani

A destare particolare attenzione è il profilo dei pazienti. Se anziani e persone con patologie croniche restano le categorie più esposte, i sanitari segnalano un numero non trascurabile di giovani, spesso non vaccinati, che sviluppano forme influenzali complicate, talvolta evolute in polmoniti bilaterali.

«Non si tratta di una semplice influenza – sottolineano i medici – ma di un quadro clinico che può rapidamente peggiorare, soprattutto in presenza di fattori di rischio sottovalutati».


Picco atteso a gennaio

Secondo le previsioni degli specialisti, il picco influenzale è atteso nel mese di gennaio, quando la circolazione virale potrebbe intensificarsi ulteriormente. Per questo motivo, l’azienda ospedaliera invita la popolazione a rivolgersi al medico di base per i casi meno gravi e a utilizzare il pronto soccorso solo in presenza di sintomi importanti, come difficoltà respiratorie o febbre persistente.

Resta alta anche l’attenzione sulla prevenzione, con un nuovo appello alla vaccinazione antinfluenzale e al rispetto delle misure di base, soprattutto nei luoghi affollati e a contatto con persone vulnerabili.

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