Bimbo di 8 anni trovato morto in casa, corpo della madre rinvenuto in mare.

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Una doppia tragedia ha sconvolto la comunità di Calimera, in Salento: un bambino di 8 anni è stato ritrovato senza vita nella sua abitazione, mentre il corpo della madre è stato recuperato in mare. Si indaga sulla pista dell’omicidio-suicidio. 

La scoperta dei corpi

  • Questo pomeriggio, la salma della donna, di 35 anni, è stata recuperata da un sub al largo di Torre dell’Orso, in provincia di Lecce. 
  • La vittima è stata identificata come Najoua Minniti, originaria di Polistena (Reggio Calabria) ma residente a Calimera. 
  • Nella tarda serata, i Carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione della donna: lì, nella camera da letto, è stato trovato il corpo senza vita del piccolo Elia Perrone, di 8 anni. 

Le ferite sul corpo del bambino

Secondo le prime ricostruzioni investigative, sul corpo del bambino sarebbero presenti segni di violenza compatibili con un’arma da taglio.
Questa circostanza rafforza l’ipotesi che non si tratti di una morte accidentale, ma di un gesto violento. 

L’allarme dato dall’ex marito

A dare l’allarme è stato l’ex marito della donna, che non riusciva a mettersi in contatto né con lei né con il figlio. 
Era preoccupato perché il bambino non si era presentato a scuola, e il suo tentativo di chiamare entrambi non aveva avuto esito: da lì è partita la denuncia ai Carabinieri. 

Le indagini

Le indagini sono in corso sotto il coordinamento della Procura di Lecce, con il supporto dei Carabinieri. 
Al momento, l’ipotesi prevalente è quella dell’omicidio-suicidio: la donna potrebbe aver ucciso il figlio e successivamente essersi tolta la vita, recandosi al mare. 
Secondo alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti, la donna era in un periodo di fragilità psicologica da mesi e, in passato, aveva manifestato idee suicide. 

La reazione della comunità

Il sindaco di Calimera, Gianluca Tommasi, ha espresso profondo sgomento: «Le ultime ore hanno profondamente sconvolto la nostra comunità», ha scritto, invitando al rispetto e alla prudenza nella diffusione di voci non verificate. 
Ha inoltre rivolto un pensiero speciale ai bambini e ai ragazzi del paese, auspicando che la loro elaborazione del dolore avvenga in un ambiente protetto e senza speculazioni mediatiche. 

L’aspetto calabrese

Un elemento che aggiunge complessità al caso è l’origine della madre: Najoua Minniti era di Polistena (Reggio Calabria), ma viveva nel Salento. 
Questo richiama inevitabilmente una dimensione più ampia di mobilità interna e di intreccio tra regioni, ma al momento non ci sono elementi che colleghino direttamente la tragedia ad altre vicende.



La morte del piccolo Elia e della madre Najoua rappresenta una tragedia di gravità estrema. Se l’ipotesi dell’omicidio-suicidio dovesse essere confermata, sarebbe un caso doloroso di disperazione materna, che pone interrogativi profondi su salute mentale, fragilità e responsabilità.
Le indagini proseguiranno con accertamenti tecnici, autopsie e ricostruzioni precise delle ultime ore di vita dei due. Nel frattempo, la comunità di Calimera è chiamata a stare unita e rispettosa, in attesa delle risposte che solo la giustizia potrà dare.

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