Reggio Calabria – Firmato il Protocollo per la gestione e la valorizzazione dei beni sequestrati e confiscati

Una stretta collaborativa tra istituzioni, magistratura, professionisti e sistema bancario con l’obiettivo di restituire alle comunità beni ed aziende sottratti alla criminalità organizzata.

Reggio Calabria – Oggi, presso la sede della Prefettura di Reggio Calabria, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa promosso dalla Prefettura stessa, volto a rafforzare la collaborazione tra gli attori coinvolti nei procedimenti di prevenzione e confisca, con l’obiettivo di ottimizzare la gestione, lo sviluppo e la destinazione dei beni e delle aziende sequestrate e confiscate. 

I firmatari e gli attori coinvolti

Il documento è stato siglato dal Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, dal Direttore della Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), Maria Rosaria Laganà, dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, Gerardo Dominijanni, dal Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Maria Grazia Arena, dal Procuratore della Repubblica-DDA di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, dal Presidente regionale della Associazione Bancaria Italiana – Commissione Calabria, Maurizio Coppola, dai Presidenti degli Ordini professionali degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della provincia di Reggio. 
Era presente anche la Sottosegretaria all’Interno con delega ai beni confiscati, Wanda Ferro. 

Finalità e obiettivi del protocollo

Tra i punti centrali dell’accordo:

  • Favorire la redditività dei beni confiscati, evitando che il patrimonio sottratto alla criminalità si deprezzi. 
  • Garantire continuità produttiva alle aziende sequestrate o confiscate, tutelando anche i posti di lavoro e evitando che vengano liquidate e perse competenze locali. 
  • Promuovere una rete stabile di responsabilità e cooperazione tra istituzioni, professionisti e banche per supportare la gestione economica e finanziaria delle imprese sottoposte a misure di prevenzione. 
  • Istituire un tavolo tecnico permanente in Prefettura – con frequenza almeno semestrale – per monitorare l’attuazione del protocollo e intervenire in modo tempestivo sui casi critici. 

Il contesto numerico e territoriale

La firma assume particolare rilievo in Calabria, dove solo nella provincia di Reggio Calabria risultano 2.692 beni sequestrati o confiscati, pari al 70,42 % del totale regionale (3.823 beni complessivi). 
Nel distretto reggino sono decine le imprese sequestrate e confiscate cui l’intesa cerca di offrire un percorso di valorizzazione. 

Le parole degli interlocutori

La prefetta Clara Vaccaro ha affermato che l’intesa «non è di soffocare le aziende sottoposte a misura di prevenzione, ma di accompagnarle in un percorso che consenta loro di sopravvivere sul mercato, risanarsi e recuperare fiducia». 
Wanda Ferro ha sottolineato come «questo protocollo rappresenti un passo concreto verso la valorizzazione delle professionalità e della legalità economica, trasformando un patrimonio confiscato in opportunità di sviluppo». 
Il procuratore Borrelli ha richiamato l’idea che «le organizzazioni criminali generano ricchezza illecita: il nostro compito è riconvertirla in canali leciti, trasformandola in occasione di sviluppo». 

Sfide e opportunità

La firma del protocollo apre una nuova stagione per il territorio. Le sfide sono alte: garantire che le imprese sequestrate abbiano accesso al credito, siano gestite in modo trasparente, e non finiscano in liquidazione, con la perdita di posti di lavoro e competenze. Ma le opportunità sono concrete: far diventare il patrimonio sottratto alla criminalità un motore di crescita per il territorio, un simbolo di rinascita e legalità.

L’accordo firmato oggi a Reggio Calabria è un segnale forte: lo Stato, le istituzioni e il sistema professionale e bancario si mettono in rete per dare concretezza al concetto di “economia della legalità”. Resta da vedere in che misura l’impegno si tradurrà in risultati operativi: ma il terreno è stato piantato.

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