Autopsia su Simona Cinà: morta per annegamento, ma resta il giallo sull’orario del decesso

Condividi

L’autopsia eseguita oggi, giovedì 7 agosto, sul corpo di Simona Cinà, ventenne pallavolista di Capaci trovata morta in una piscina durante una festa in una villa di Bagheria, ha chiarito alcuni aspetti fondamentali, ma lascia ancora molte domande aperte.

Cosa è emerso dall’esame autoptico

  • Causa della morte: la giovane è morta per annegamento. Nei polmoni è stata riscontrata la presenza di acqua, confermando l’ipotesi più accreditata .
  • Esclusi problemi cardiaci: l’autopsia non ha rilevato infarti, patologie congenite o altre condizioni cardiache.

Tuttavia, non è ancora noto l’orario esatto del decesso, un dettaglio cruciale per ricostruire la dinamica degli eventi.

Resta da chiarire il “perché”

Al momento, gli inquirenti stanno considerando diverse ipotesi:

  • Malore spontaneo seguito da annegamento, in cui la giovane potrebbe essere finita in acqua perdendo conoscenza.
  • Assunzione involontaria di alcol o sostanze stupefacenti, che potrebbe aver compromesso le sue capacità. Per stabilirlo saranno cruciali gli esami tossicologici, i cui risultati arriveranno tra circa 40‑45 giorni .

Gli altri elementi sotto analisi

  • Il sequestro di indumenti, costume e numerose bottiglie di alcolici presenti nella villa è avvenuto solo due giorni dopo il ritrovamento del corpo. Tra le 25 bottiglie di gin e altre bevande sequestrate emergono discrepanze rispetto alle dichiarazioni dei familiari, che non ne avevano notato traccia 
  • La Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per procedere con ulteriori accertamenti tecnici e testimonianze

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *