Calabria, ritrovato senza vita il medico scomparso: era in un canneto lungo il Savuto

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Si è conclusa nel peggiore dei modi la vicenda della scomparsa di Antonio Blaganò, 67 anni, medico di base e di guardia medica, la cui assenza improvvisa dal servizio aveva destato forte preoccupazione nei giorni scorsi. Dopo oltre una settimana di ricerche, il suo corpo è stato ritrovato senza vita nel territorio di San Mango D’Aquino, in un canneto lungo il fiume Savuto, al confine tra le province di Catanzaro e Cosenza.


 Una scomparsa improvvisa e inquietante

Il dottor Blaganò era scomparso il 24 luglio, dopo aver lasciato in anticipo il proprio turno di guardia medica presso il presidio sanitario di Nocera Terinese. Un gesto insolito per un professionista stimato e dedito al lavoro, che ha immediatamente allertato colleghi, familiari e forze dell’ordine.

La sua auto è stata ritrovata accesa, abbandonata in una zona impervia e poco accessibile del comune di Nocera Terinese. All’interno, gli inquirenti hanno rinvenuto uno dei suoi telefoni cellulari, ma nessun altro indizio evidente che potesse spiegare l’improvvisa sparizione.


 Il ritrovamento lungo il Savuto

Il corpo è stato individuato nelle prime ore della mattina del 2 agosto, parzialmente nascosto dalla fitta vegetazione di un canneto lungo le rive del fiume Savuto, nel territorio comunale di San Mango D’Aquino, a diversi chilometri dal punto in cui era stata ritrovata l’auto.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il medico legale e la Protezione Civile. Il cadavere era in stato di decomposizione avanzata, segno che il decesso potrebbe essere avvenuto nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa.


Indagini in corso: nessuna pista esclusa

Le autorità stanno ora cercando di ricostruire con esattezza le ultime ore di vita del medico. Al momento, le cause della morte non sono ancora state accertate. Non si esclude alcuna ipotesi: malore improvviso, gesto volontario o coinvolgimento di terzi. Sarà l’autopsia, disposta dalla Procura, a fare chiarezza.

Gli investigatori stanno analizzando anche i dispositivi elettronici, alla ricerca di eventuali messaggi, contatti o spostamenti anomali che possano offrire spiegazioni. Fonti vicine all’inchiesta non confermano né smentiscono l’eventuale presenza di segni di violenza.


Cordoglio e sgomento nella comunità

La notizia ha profondamente colpito la comunità di Nocera Terinese e dei comuni limitrofi, dove il dottor Blaganò era molto conosciuto e stimato. In tanti lo ricordano come un professionista disponibile, umano e sempre attento ai bisogni dei pazienti.

“Era una persona che non si tirava mai indietro, anche nei turni più difficili. Per tutti noi è una grande perdita”, ha dichiarato un collega della guardia medica.


Una vita spezzata nel mistero

La morte di Antonio Blaganò lascia molti interrogativi ancora aperti, ma anche un vuoto umano e professionale difficile da colmare. Le prossime ore saranno decisive per chiarire la dinamica della sua scomparsa e le circostanze del decesso.

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