L’ex vicedirettore di Rai Sport, Enrico Varriale, è stato condannato a 10 mesi di reclusione per stalking e lesioni nei confronti della sua ex compagna. La vicenda giudiziaria è iniziata con denunce risalenti alla fine del 2021.
I fatti accertati
Secondo l’accusa, tra dicembre 2021 e febbraio 2022 Varriale avrebbe tenuto comportamenti persecutori verso la sua ex compagna, con messaggi minatori, appostamenti sotto casa e telefonate anonime. Nella stessa occasione, avrebbe colpito la donna con uno schiaffo violento, sbattendola contro una porta: da quell’episodio la vittima ha iniziato a soffrire di attacchi di panico .
La testimonianza della vittima
La donna ha raccontato di essere stata presa a schiaffi “a piene mani”, con conseguenze che includevano panico, tremori e sensazione di soffocamento: “Mi ha fatta cadere e da allora non riesco più a uscire da sola”.
Le fasi del processo
- Il primo procedimento è scattato nel settembre 2021, con il Gip che aveva imposto a Varriale il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima .
- Nell’aprile 2024, fu rinviato a giudizio per stalking e lesioni personali aggravate, a seguito dell’aggressione di agosto 2021 .
- A maggio 2025 si è celebrata la nuova udienza, e la condanna è stata inflitta per le violenze e le condotte persecutorie documentate .
Implicazioni e riflessioni
Il tribunale di Roma ha ribadito il principio secondo cui stalking e violenze domestiche non possono restare impunite. Il caso di Varriale conferma che questi reati, anche se commessi in ambito privato, vengono perseguiti con serietà, e che la pena può costituire un deterrente per comportamenti simili.
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