Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Modena ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un imprenditore di Mirandola, accusato di essere a capo di un’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale. Contestualmente, sono stati sequestrati oltre 2 milioni di euro a lui e ad altri indagati.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena, ha coinvolto 32 persone e 18 società, rivelando una maxi-truffa basata sulla compravendita di crediti d’imposta inesistenti per un valore totale di 600 milioni di euro. L’imprenditore, già ai domiciliari per reati tributari, avrebbe creato società fittizie e usato consulenti compiacenti per generare crediti fittizi e compensare illecitamente imposte e contributi.
Un aspetto particolarmente grave riguarda il tentativo di coinvolgere l’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna. Dopo l’alluvione del maggio 2023, l’indagato aveva promosso un bando fraudolento, inducendo aziende a versare fondi su conti a lui riconducibili, promettendo in cambio crediti fiscali gonfiati.
Il provvedimento del GIP ha portato al sequestro di beni e somme per oltre 5 milioni di euro, inclusi i sequestri eseguiti nel settembre 2023. Le indagini hanno impedito gravi danni economici per lo Stato.
Si ricorda che gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
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