l paziente ricoverato ieri per sospetto di infezione invasiva da meningococco, con una presentazione clinica non riconducibile al quadro tipico di meningite, è morto “a causa di complicazioni derivanti dall’arresto cardiaco che ha prodotto il ricovero e da una conseguente insufficienza respiratoria”.
Lo comunica il Policlinico San Martino di Genova. Parallelamente alle indagini epidemiologiche che erano già in corso, sono state attivate le procedure di contact tracing per la somministrazione della profilassi ai contatti stretti del paziente. Pregliasco, no allarmismo per morte uomo a Genova sospetto meningococco
“Il decesso del paziente di Genova è un evento grave, ma non deve generare allarmismo nella popolazione. È importante precisare che la malattia meningococcica invasiva non si presenta necessariamente come meningite: il batterio può raggiungere il sangue e provocare una sepsi, talvolta con un’evoluzione molto rapida e un coinvolgimento multiorgano. Nel caso specifico sarà necessario attendere il completamento degli accertamenti microbiologici ed epidemiologici per definire la forma clinica, il sierogruppo eventualmente coinvolto e il ruolo dell’infezione nel decorso del paziente”. Lo ha detto Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano Statale, past president di Anpas e vicepresidente di Samaritan International, commentando la morte di un paziente di 66 anni, residente a Genova, ricoverato al San Martino di Genova per sospetto di infezione invasiva da meningococco. “Il meningococco non si trasmette con un contatto occasionale, ma principalmente attraverso secrezioni respiratorie in condizioni di vicinanza stretta e prolungata – prosegue Pregliasco -. È quindi corretto che siano stati immediatamente avviati il contact tracing e la profilassi antibiotica per conviventi e altri contatti stretti: una misura precauzionale consolidata, efficace e mirata a interrompere eventuali catene di trasmissione. Non è invece indicata una profilassi indiscriminata per chi abbia soltanto frequentato gli stessi luoghi. Le persone individuate dall’autorità sanitaria dovranno seguire attentamente le indicazioni ricevute e segnalare tempestivamente la comparsa di febbre improvvisa, forte malessere, cefalea, sonnolenza o confusione e macchie cutanee che non scompaiono alla pressione. La rapidità della diagnosi e della terapia antibiotica può essere decisiva. Questo episodio – conclude – ricorda infine l’importanza della vaccinazione antimeningococcica, soprattutto nelle fasce d’età e nelle persone con condizioni di rischio per le quali è raccomandata”.


