A oltre duemila metri di quota, quando la strada sembra ormai finire contro le montagne del Lago Serrù, Lorenzo Mark Finn decide che vincere il Tour de l’Avenir non basta. Vuole anche l’ultima tappa. E così, dopo una settimana passata a costruire e difendere la Maglia Gialla, il diciannovenne ligure attacca ancora. Lo fa a poco più di due chilometri dal traguardo di Ceresole Reale, lascia gli avversari alle spalle e chiude il Tour de l’Avenir 2026 con le braccia della corsa già spalancate davanti a lui.

La settima tappa parte da Strambino e percorre 127,8 chilometri prima di raggiungere il Serrù. Finn, portacolori della Red Bull–BORA–hansgrohe Rookies, parte da leader e arriva da vincitore. Secondo successo personale dopo la cronoscalata di Flaine, Maglia Gialla definitiva e, soprattutto, ritorno dell’Italia sul gradino più alto dell’Avenir 53 anni dopo Gianbattista Baronchelli.
Per buona parte della giornata, però, il Tour prova a regalarsi un ultimo copione differente. Timothée Coudière-Cantin, Victor Loulergue, Matisse Van Kerckhove e Ashlin Barry prendono il largo. Il vantaggio sale fino a circa 2’45”, mentre dietro la squadra della Maglia Gialla dosa le energie e lascia scorrere i chilometri.
Il paesaggio cambia progressivamente. La pianura lascia spazio alla Côte de Pemonte, 3,1 chilometri al 6,7%, poi la strada continua a salire. Davanti resta sempre meno spazio per nascondersi: verso il Serrù ci sono circa 30 chilometri di ascesa, una pendenza media del 5,2% e tratti conclusivi che raggiungono il 14%.
Quando comincia la montagna vera, la fuga si sfalda. Van Kerckhove rimane davanti da solo, mentre dietro parte la battaglia tra gli uomini della generale. Henrique Bravo tenta l’affondo, Mateo Ramírez insiste, Aubin Sparfel prova a rompere gli equilibri. Finn non deve inventare nulla: controlla, risponde, misura gli avversari.
Poi il controllo diventa attacco. A circa 3,6 chilometri dall’arrivo Finn e Ramírez raggiungono Van Kerckhove. Driesen e Bravo cercano di riportarsi sotto, ma la Maglia Gialla non lascia che il gruppo si ricomponga. A circa 2,3 chilometri dal traguardo cambia passo. Il margine inizialmente è piccolo, poi diventa evidente. Ramírez non riesce a chiudere, gli altri nemmeno.
Da quel momento la strada del Serrù appartiene a Finn. Il pubblico si stringe dietro le transenne, i telefoni si alzano, il giallo della maglia domina il rettilineo conclusivo. Finn arriva da solo in 3h 15’42”. Niels Driesen limita il distacco a 27 secondi; Mateo Ramírez termina terzo a 28”, stesso ritardo di Henrique Bravo. Ugo Fabries completa la top five a 41”.
La scena continua anche oltre la linea bianca. Il vincitore scende dalla bici e la porta sopra la testa. Un gesto di festa che arriva dopo una corsa nella quale il vantaggio in classifica gli avrebbe consentito una gestione più prudente. Finn, invece, sceglie di chiudere attaccando.

Nella classifica generale il risultato assume contorni ancora più netti: Finn vince in 21h 56’50”, Driesen è secondo a 2’34”, Matteo Vanhuffel terzo a 3’42”. Mateo Ramírez resta fuori dal podio per appena quattro secondi, quarto a 3’46”, mentre Henrique Bravo conclude quinto a 3’57”.

La storia, però, allarga ulteriormente il significato della giornata. L’ultimo successo italiano era datato 1973, quando a vincere fu Gianbattista Baronchelli. Prima di lui l’albo d’oro aveva accolto Guido De Rosso, Felice Gimondi e Giacomo Denti. Con Finn l’attesa si interrompe, e arriva nella stessa stagione in cui il ligure ha già conquistato il Giro Next Gen. Soltanto Baronchelli aveva saputo abbinare le due corse nello stesso anno.

Finn non nasconde il peso di quel risultato, ma nelle sue parole resta soprattutto la lettura tecnica della tappa: “Il palmares dell’Avenir lo conoscevo bene ed entrarvi era il mio obiettivo. Vincere in Italia? Un’emozione unica, ancor di più su questa salita che avevo affrontato in ricognizione. Ieri sull’Iseran ci siamo misurati in un tappone durissimo con cinquemila metri di dislivello, oggi invece prima la squadra ha lavorato molto bene, poi siamo ritornati sulla fuga e quindi sono riuscito ad andare via da solo per cogliere questa vittoria. Che dire? Avevo sensazioni buone e le ho rispettate”.
Per il diciannovenne il traguardo del Serrù rappresenta anche una linea di confine. Dopo Giro Next Gen e Tour de l’Avenir, la sua esperienza nella categoria sta per concludersi.
“Chiudo con questa corsa la mia militanza negli Under 23, fatta ovviamente di alti e bassi, anche se prevale l’importanza dell’accoppiata Giro Next Gen e Tour de l’Avenir messa a segno quest’anno. Ora festeggio un po’, poi parteciperò ad alcune corse italiane e vivrò il mio primo mondiale tra i professionisti. Per me si apre un nuovo capitolo”.
Il capitolo dell’Avenir, invece, si chiude al Lago Serrù. Una Maglia Gialla, due vittorie di tappa e 2’34” sul secondo classificato raccontano i numeri. La bicicletta alzata verso il cielo racconta il resto.
Ordine d’arrivo – 7ª tappa
- Lorenzo Mark Finn — Red Bull–BORA–hansgrohe Rookies — 03h 15’ 42”
- Niels Driesen — Lotto Groupe-Wanty Development Team — + 00’ 27”
- Mateo Ramírez Torres — UAE Team Emirates ADNOC — + 00’ 28”
- Henrique Ribeiro Bravo — Soudal Quick-Step Devo Team — + 00’ 28”
- Ugo Fabries — UAE Team Emirates ADNOC — + 00’ 41”
- Rémi Arsac — Decathlon CMA CGM Development Team — + 01’ 12”
- Kasper Haugland — Decathlon CMA CGM Development Team — + 01’ 13”
- Jan Jackowiak — Bahrain Victorious Development Team — + 01’ 18”
- Matteo Vanhuffel — Development Team Picnic PostNL — + 01’ 18”
- Matteo Scalco — XDS Astana Development Team — + 01’ 30”
Classifica generale finale
- Lorenzo Mark Finn — Red Bull–BORA–hansgrohe Rookies — 21h 56’ 50”
- Niels Driesen — Lotto Groupe-Wanty Development Team — + 02’ 34”
- Matteo Vanhuffel — Development Team Picnic PostNL — + 03’ 42”
- Mateo Ramírez Torres — UAE Team Emirates ADNOC — + 03’ 46”
- Henrique Ribeiro Bravo — Soudal Quick-Step Devo Team — + 03’ 57”
- Ugo Fabries — UAE Team Emirates ADNOC — + 04’ 19”
- Kasper Haugland — Decathlon CMA CGM Development Team — + 04’ 45”
- Jan Jackowiak — Bahrain Victorious Development Team — + 04’ 46”
- Jasper Schoofs — Soudal Quick-Step Devo Team — + 05’ 19”
- Jurgen Zomermaand — Development Team Picnic PostNL — + 05’ 37”
Altre classifiche finali
Classifica a punti: Thomas Capra — Bahrain Victorious Development Team
Gran Premio della Montagna: Lorenzo Mark Finn — Red Bull–BORA–hansgrohe Rookies
Classifica giovani: Lorenzo Mark Finn — Red Bull–BORA–hansgrohe Rookies
Classifica a squadre: Decathlon CMA CGM Development Team


