Truffe assicurative per oltre 200mila euro nel Torinese: quattro misure cautelari

di Umberto Zollo | Torino – I Carabinieri del NAS hanno eseguito quattro misure cautelari nell’operazione “Fake Broken Bones”, su un sistema di frodi basato su incidenti simulati e referti medici contraffatti.

I Carabinieri del NAS di Torino hanno eseguito, il 16 luglio 2026, quattro misure cautelari nei confronti di altrettante persone coinvolte nell’operazione denominata Fake Broken Bones. L’inchiesta riguarda un presunto sistema organizzato per ottenere risarcimenti assicurativi indebiti, quantificati complessivamente in oltre 200mila euro, attraverso sinistri simulati e documentazione sanitaria contraffatta.

I provvedimenti comprendono tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e un divieto temporaneo di esercitare la professione forense. L’esecuzione delle misure è stata affidata ai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, con il supporto del Comando provinciale dei Carabinieri di Torino.

Le contestazioni formulate nei confronti delle quattro persone riguardano, a vario titolo, le ipotesi di associazione per delinquere, frode assicurativa e falsificazione di atti pubblici. L’attività investigativa era stata avviata nel dicembre 2024 ed è proseguita attraverso intercettazioni telefoniche e servizi di osservazione e controllo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe simulato diversi incidenti, presentando successivamente alle compagnie assicurative referti medici falsi. I documenti riportavano l’intestazione del pronto soccorso di un ospedale torinese e codici identificativi riconducibili a pazienti realmente transitati nella struttura sanitaria.

Questo sistema avrebbe consentito di rendere apparentemente credibili le richieste di indennizzo, facendo risultare accessi ospedalieri e lesioni mai avvenuti nelle circostanze dichiarate. La documentazione contraffatta rappresentava quindi un passaggio centrale nel procedimento utilizzato per sostenere le domande di risarcimento.

Tra gli episodi ricostruiti figura un presunto incidente avvenuto su un autobus del trasporto pubblico. Alcune delle persone coinvolte avrebbero dichiarato di trovarsi a bordo del mezzo durante una brusca frenata dell’autista e di essere cadute riportando lesioni gravi. Gli accertamenti avrebbero invece stabilito che la presenza sul pullman e la dinamica denunciata erano state inventate.

Un altro caso riguarda la denuncia di una caduta provocata dal proprio cane al guinzaglio. Uno degli interessati avrebbe riferito di essere stato trascinato violentemente a terra dall’animale, presentando anche in questo caso referti sanitari contraffatti. La richiesta avrebbe portato al pagamento di un consistente risarcimento da parte della compagnia assicurativa.

Le verifiche hanno così delineato un’attività che non si sarebbe limitata alla tradizionale simulazione di incidenti stradali, ma avrebbe incluso episodi costruiti attraverso dinamiche differenti, accomunati dall’utilizzo di documenti medici falsificati e dalla successiva richiesta di indennizzo.

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