Nuova C Plastica partner di Ecoforum 2026 persenta il bilancio della campagna «Stop Food Oils and Fats in the Sea»

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Nuova C Plastica partner di Ecoforum 2026: un bilancio della campagna «Stop Food Oils and Fats in the Sea» nel cuore della Conferenza nazionale sull’economia circolare
A Roma, nella due giorni promossa da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club, l’azienda di Castel Guelfo di Bologna fa il punto sulla campagna nazionale a un anno dal suo avvio.
È da un dato come questo che riparte, a Roma, il racconto di una campagna nazionale che negli ultimi mesi ha attraversato l’Italia da nord a sud: «Stop Food Oils and Fats in the Sea».
Nuova C Plastica ha partecipato in qualità di partner a Ecoforum 2026, la Conferenza nazionale sull’economia circolare che si è svolta l’1 e il 2 luglio presso l’Hotel Quirinale, promossa da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club. Nella cornice della tredicesima edizione della manifestazione, dedicata quest’anno al tema «Oltre il PNRR: investimenti, norme e sfide per l’economia circolare», si è svolta anche la premiazione della XXXIII edizione di Comuni Ricicloni, il riconoscimento che ogni anno valorizza le amministrazioni comunali più virtuose nella gestione dei rifiuti e nella crescita della raccolta differenziata.
Proprio in questa cornice, Piero Camoli, amministratore di Nuova C Plastica, ha avuto modo di presentare a Francesco Loiacono, direttore de La Nuova Ecologia, il bilancio del primo anno di attività della campagna: i numeri della raccolta, le tappe lungo la costa, le partnership costruite territorio dopo territorio. Un confronto diretto, quello tra Camoli e Loiacono, che ha permesso di restituire al mondo dell’informazione ambientale il percorso compiuto da «Stop Food Oils and Fats in the Sea» in dodici mesi di lavoro sul campo.
Un contesto non casuale per fare il punto sulla campagna promossa da Nuova C Plastica in collaborazione con CONOE, che dallo scorso anno ha portato la raccolta dell’olio esausto dalle cucine domestiche alle spiagge, dai porti alle aziende della filiera alberghiera e della ristorazione. Un percorso che ha intrecciato eventi lungo la costa adriatica e sui litorali Bandiera Blu, partnership con enti come ESU Venezia e Gruppo Veritas, il coinvolgimento diretto delle marinerie locali e delle associazioni ambientaliste, e che nelle prossime settimane proseguirà con nuove tappe, a partire dall’appuntamento di Punta Ala con la Goletta Verde.
Per Piero Camoli, essere parte di Ecoforum significa collocare la campagna all’interno di un disegno più ampio: «Essere presenti a Ecoforum, accanto a chi ogni anno premia i Comuni che credono davvero nell’economia circolare, per Nuova C Plastica significa una cosa sola: dare alla nostra campagna una casa naturale, quella di chi lavora ogni giorno perché le buone pratiche ambientali smettano di essere un’eccezione e diventino un’abitudine condivisa dai cittadini» — ha dichiarato Piero Camoli — restituendo così un senso di continuità tra la raccolta differenziata premiata nei Comuni Ricicloni e la raccolta degli oli esausti che l’azienda promuove lungo le coste italiane.
Un parallelo, quello tra i territori premiati da Legambiente e le comunità coinvolte dalla campagna, che per Nuova C Plastica non è solo simbolico. Le stesse leve che spingono un Comune a superare il 65% di raccolta differenziata — informazione capillare, prossimità, coinvolgimento quotidiano dei cittadini — sono quelle su cui la campagna costruisce la propria diffusione: un piccolo gesto domestico che, ripetuto su scala nazionale, incide su un problema ambientale che la letteratura scientifica internazionale documenta da anni, dalla riduzione degli scambi gassosi tra mare e atmosfera fino alla tossicità per gli organismi marini generata dagli acidi grassi a catena lunga.
La partecipazione a Ecoforum 2026 rappresenta dunque una tappa di verifica e insieme di rilancio per la campagna «Stop Food Oils and Fats in the Sea», che nei prossimi mesi proseguirà il proprio radicamento territoriale, portando la cultura della raccolta differenziata degli oli esausti nei porti, nelle aziende e nelle scuole: perché il mare, ricorda Nuova C Plastica, si protegge cominciando dai gesti più semplici, ovunque essi vengano compiuti.