MASSA – La relazione autoptica ricostruisce minuziosamente gli ultimi venti minuti di vita di Giacomo Bongiorni. Non è stata una singola ferita a ucciderlo, ma una serie devastante di concause provocate da un branco di giovanissimi che si è avventato su di lui come in un’arena.
La furia dell’ex pugile e il “brancamento”
Secondo quanto emerso dagli esami forensi e dai filmati delle telecamere di sorveglianza, il primo a colpire è stato un diciassettenne, ex promessa della boxe. Il giovane ha sferrato due pugni tecnici, “da boxeur”, che hanno stordito il carpentiere.
Bongiorni ha tentato una fuga disperata, ma su di lui si è scatenata la “baby gang”: oltre all’ex pugile, si sono avventati un diciannovenne (attualmente in carcere), un secondo diciassettenne e un ragazzino di soli 15 anni.
La dinamica del delitto: 20 minuti di terrore
L’autopsia e i rilievi tecnici fissano una cronologia agghiacciante di quella notte:
- Ore 01:20: Il diciassettenne si lancia in avanti e colpisce Bongiorni con due pugni mentre è ancora in piedi. L’uomo precipita al suolo, battendo violentemente la testa sull’asfalto.
- Pochi istanti dopo: L’ex pugile si mette a cavalcioni sopra la vittima inerme e continua a colpirlo con altri due pugni al volto.
- L’ultimo scempio: Mentre Bongiorni è a terra, riceve un calcio “di piatto” in pieno viso da uno dei maggiorenni del gruppo.
- Ore 01:40: Dopo soli venti minuti dall’inizio dell’aggressione, i medici dichiarano il decesso del carpentiere.
“Un’aggressione brutale e prolungata”, si legge tra le righe delle testimonianze incrociate, dove emerge come il gruppo non si sia fermato nemmeno di fronte alle grida dei familiari della vittima.
Le indagini e la situazione giudiziaria
Per l’omicidio di Bongiorni sono attualmente sotto accusa cinque giovani. Tra questi, due maggiorenni di 19 e 23 anni e il minorenne ex pugile sono stati tratti in arresto. La posizione degli altri componenti del gruppo resta al vaglio degli inquirenti, che stanno valutando il grado di partecipazione di ciascuno alla violenta mischia.
Mentre la giustizia segue il suo corso, la città di Massa resta sotto shock per una violenza nata dal nulla, che ha strappato un padre alla sua famiglia nel modo più crudele possibile, lasciando un bambino di 11 anni segnato per sempre da immagini che nessuna autopsia potrà mai cancellare.

