Caso Nessy Guerra: spunta il “contratto della vergogna”.

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EGITTO – Nonostante il divorzio ottenuto nel 2024, l’ex coniuge di Nessy Guerra avrebbe tentato di riprendere il controllo sulla vita della donna attraverso un documento definito “contratto di matrimonio islamico-italiano”. Un testo che la difesa ha respinto con sdegno, definendolo un tentativo di disciplinare ogni aspetto della libertà personale della 26enne.

Un contratto di sottomissione

Secondo quanto emerso, il documento prevedeva clausole che annullavano l’autonomia di Nessy. Tra le richieste principali:

  • Obbligo di coabitazione: Tornare a vivere con l’ex marito, seguendolo in ogni spostamento.
  • Restrizione della libertà: Divieto di abbandonare il “tetto coniugale” senza il consenso dell’uomo.
  • Comportamento “modesto”: L’obbligo di essere una moglie fedele e “timorata”.

“Abbiamo rifiutato sdegnati,” ha dichiarato l’avvocata Armanetti. “A Nessy veniva chiesto di sottomettersi al marito, rinunciando alla gestione della propria maternità, delle proprie relazioni e della propria comunicazione.”


Il controllo digitale e l’umiliazione pubblica

Il contratto non si limitava alla sfera domestica, ma si estendeva pericolosamente alla vita digitale e sociale di Nessy. Il testo imponeva alla donna di:

  1. Consegnare le password: Mettere a disposizione dell’uomo le credenziali di accesso a tutti i dispositivi elettronici e agli account social.
  2. Censura del corpo: Non mostrare “ornamenti o nudità” né in pubblico, né sui social, né in privato.
  3. L’umiliazione mediatica: Chiedere pubblicamente scusa all’ex marito attraverso i media, inscenando una riconciliazione forzata.

In caso di violazione di queste norme, il contratto richiamava conseguenze economiche e perfino profili penali, creando una vera e propria trappola giuridica.


Il ricatto sulla figlia

Il punto più drammatico del documento riguarda la custodia della bambina della coppia. Nel testo, scritto in arabo, venivano attribuite a Nessy promesse di fedeltà assoluta e l’impegno a non compiere più “azioni indecenti”. In calce, la clausola definitiva: in caso di scioglimento del nuovo accordo o di una sua minima violazione, la custodia della figlia sarebbe passata all’uomo in modo «definitivo, legale e irrevocabile».

Le clausole del “contratto”Descrizione
Controllo SocialConsegna obbligatoria delle password e dei dispositivi.
Libertà di MovimentoDivieto di uscire di casa senza permesso del marito.
Custodia ProleRinuncia irrevocabile alla figlia in caso di “disubbidienza”.
Immagine PubblicaObbligo di scuse pubbliche e divieto di abiti “non modesti”.

Una battaglia per i diritti

La rivelazione di questo documento aggrava la posizione morale dell’accusa contro Nessy Guerra, confermando il clima di coercizione in cui la giovane si trova a lottare. Mentre la condanna a sei mesi pende sulla sua testa, la diplomazia italiana è chiamata a un impegno ancora più serrato per proteggere una cittadina a cui è stato chiesto di firmare la rinuncia alla propria dignità in cambio di una libertà condizionata.