HIGHGROVE – La residenza di Highgrove, acquistata dal Ducato di Cornovaglia nel 1980, è da oltre quarant’anni il rifugio prediletto di Carlo. Qui, il sovrano mette in pratica la sua filosofia ecologista, ma a un prezzo che non tutti i collaboratori sono disposti a pagare.
Il racconto dell’ex giardiniere: “Uno standard maniacale”
David Pearce, che ha lavorato nella tenuta durante gli anni della pandemia, ha svelato i retroscena di quella che definisce una “gestione accurata al limite della perfezione”. I giardinieri ricevono istruzioni specifiche che non lasciano spazio all’improvvisazione. Questa pressione, unita a paghe giudicate da molti troppo basse per l’impegno richiesto, ha portato negli anni a un frequente turnover del personale.
Il listino dei gusti reali: promossi e bocciati
Se volete invitare il Re a cena, è fondamentale conoscere la sua “lista nera”. Nonostante Carlo apprezzi quasi tutte le verdure a foglia verde, ci sono barriere insormontabili:
| SÌ (I Preferiti) | NO (Banditi dalla tavola) |
|---|---|
| Carote crudité: lunghe non più di un mignolo. | Zucche: assolutamente fuori discussione. |
| Finocchio di Firenze: il suo grande amore. | Zucchine: bandite senza appello. |
| Asparagi e Spinaci: coltivati rigorosamente bio. | Coltivazioni intensive: vietate in tutta la tenuta. |
| Cavolfiori: una presenza fissa nel menu. | Prodotti fuori stagione: Carlo non ammette deroghe. |
“Le carote devono essere minuscole. Senza questo requisito di dimensione, semplicemente non possono comparire sulla tavola del sovrano”, spiega Pearce.
Un pioniere del biologico (con metodi ingegnosi)
Molto prima che il termine “bio” diventasse una moda commerciale, Carlo aveva già bandito i pesticidi chimici da Highgrove. David Pearce racconta di un sovrano visionario che preferiva i prati di fiori selvatici ai classici e piatti prati all’inglese, allora simbolo di prestigio sociale.
Per combattere i parassiti, il Re non ha mai permesso l’uso di spray tossici, imponendo l’uso di dispositivi elettrici e “metodi ingegnosi” per eradicare le erbacce senza avvelenare il suolo. Una scelta di sostenibilità radicale che riflette la sua profonda connessione con la terra.
La stagionalità come dogma
A Highgrove la natura detta l’agenda. Non si consumano prodotti che richiedano trasporti lunghi o che siano forzati dalle serre oltre il dovuto (fatta eccezione per pomodori e porri che godono di una protezione speciale). Ogni pasto consumato da Carlo e Camilla è il risultato di un ecosistema circolare dove il gusto individuale del Re si fonde con una ferrea disciplina ambientale.
In sintesi, la vita rurale di Re Carlo è un mix unico di umiltà ecologica e perfezionismo aristocratico. Un equilibrio delicato dove, tra un prato di fiori e una serra di asparagi, una zucchina di troppo potrebbe scatenare un incidente diplomatico… o almeno un serio rimbrotto reale.

