di Umberto Zollo | Torino – Un uomo di 53 anni è stato arrestato dalla Polizia a Porta Nuova per un tentato furto su un’auto. Secondo gli investigatori avrebbe sfruttato un dispositivo jammer per impedire la chiusura keyless del veicolo.
Un’auto lasciata in sosta nei pressi di Porta Nuova, una conducente convinta che il sistema automatico avesse chiuso regolarmente il veicolo e, pochi istanti dopo, un uomo che entra nell’abitacolo. È la dinamica ricostruita dalla Polizia di Stato nell’ambito di un intervento avvenuto nei giorni scorsi lungo corso Vittorio Emanuele II, nel centro di Torino.
Gli agenti della Squadra Mobile, impegnati in un servizio contro i reati predatori, hanno arrestato un cittadino cubano di 53 anni, gravemente indiziato di tentato furto aggravato in concorso su autovettura.
Durante il pattugliamento, i poliziotti hanno notato due uomini muoversi tra le auto parcheggiate con un comportamento che ha attirato la loro attenzione. Gli investigatori hanno quindi seguito a distanza i loro movimenti.
Secondo quanto ricostruito, uno dei due avrebbe atteso che una donna parcheggiasse la propria vettura e si allontanasse a piedi, facendo affidamento sulla chiusura automatica keyless. L’uomo si sarebbe quindi avvicinato rapidamente al mezzo.
L’ipotesi degli investigatori è che possa essere stato utilizzato un jammer, cioè un dispositivo capace di interferire con i segnali radio, per impedire al sistema elettronico dell’auto di completare correttamente la chiusura delle portiere. Si tratta, allo stato, di una modalità ritenuta verosimile dagli agenti sulla base della dinamica osservata.
Dopo l’allontanamento dell’altro uomo alla vista dei poliziotti, il 53enne sarebbe entrato nell’abitacolo della vettura. A quel punto gli operatori della Squadra Mobile sono intervenuti e lo hanno bloccato.
L’uomo è stato quindi arrestato e condotto alla Casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino.
L’episodio richiama l’attenzione sulle tecniche utilizzate nei furti sulle auto dotate di sistemi elettronici di apertura e chiusura. Nel caso in esame saranno ora gli ulteriori accertamenti investigativi e giudiziari a definire con precisione modalità e responsabilità.
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