CAMPOBASSO – Gli inquirenti della Squadra Mobile stanno esplorando una nuova, inquietante pista: l’esposizione alla ricina potrebbe non essere avvenuta in un unico episodio isolato. L’ipotesi che madre e figlia siano state esposte alla tossina in momenti diversi amplia drasticamente il perimetro delle indagini, spostando l’attenzione non solo sulla cena tra il 23 e il 24 dicembre, ma sull’intero periodo natalizio.
Il calendario della verità: tre giorni di esami cruciali
La strategia della Procura di Larino per questa settimana è serrata e si articola su più fronti tecnici e testimoniali:
- Lunedì 27 aprile (Oggi): Riprendono le audizioni in Questura. Sfilano amici, parenti e conoscenti. L’obiettivo è ricostruire ogni singolo alimento consumato e ogni spostamento della famiglia Di Vita nelle ore precedenti il ricovero. Non è escluso che il capofamiglia, Gianni Di Vita, venga riascoltato a breve.
- Martedì 28 aprile: È il giorno dell’accertamento “irripetibile” sul cellulare della figlia diciannovenne, Alice Di Vita. Verrà effettuata la copia forense dei dati per analizzare chat, ricerche web e spostamenti GPS.
- Mercoledì 29 aprile: A Bari, il medico legale Pia Benedetta De Luca eseguirà l’analisi dei vetrini istologici, incrociandoli con i dati tossicologici già emersi.
Che cos’è la Ricina e perché complica le indagini?
La ricina è una tossina naturale estremamente potente, estratta dai semi della pianta di ricino (Ricinus communis). La sua pericolosità risiede nella capacità di bloccare la sintesi proteica nelle cellule, portando alla morte dei tessuti.
A differenza di altri veleni, la ricina può presentare sintomi che mimano una grave influenza o una gastroenterite, rendendo difficile la diagnosi immediata. Se l’esposizione è avvenuta in dosi minime e ripetute, i sintomi potrebbero essersi manifestati in modo subdolo, confondendo i medici nelle prime fasi del ricovero.
Doppio filone: omicidio volontario e colpa medica
L’inchiesta prosegue parallelamente su due binari distinti ma interconnessi:
- Omicidio Volontario (a carico di ignoti): Si scava nell’ambiente familiare e nelle frequentazioni per capire come la tossina sia entrata in casa e chi possa averla somministrata. Un nuovo sopralluogo scientifico nell’abitazione di Pietracatella (sotto sequestro dal 28 dicembre) è previsto entro la fine della settimana.
- Omicidio Colposo (5 medici indagati): Si valuta l’operato dei sanitari dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. L’analisi dei vetrini di mercoledì sarà fondamentale per capire se un intervento tempestivo avrebbe potuto neutralizzare gli effetti della “grave intossicazione da ricina” confermata dai test.
Una comunità in attesa
La casa sequestrata di Pietracatella rimane il fulcro del mistero. Le nuove ricerche “ad ampio spettro” cercheranno tracce chimiche non solo nei residui alimentari, ma in ogni angolo dell’abitazione, dai prodotti per il giardinaggio ai farmaci, nel tentativo di individuare la fonte originale del veleno. La verità, attesa da un’intera regione, sembra ora dipendere dai microscopi di Bari e dai dati estratti dai server telefonici a Campobasso.

