PASADENA (CA) – Il cuore della scoperta risiede in un campione di roccia perforato e analizzato dal rover nel 2020 presso il Monte Sharp, una regione che miliardi di anni fa era ricca di laghi e corsi d’acqua. Il campione, soprannominato “Mary Anning 3” in onore della celebre paleontologa inglese, ha rivelato una chimica complessa che suggerisce come l’antico Marte avesse tutti gli ingredienti necessari per supportare forme di vita.
La scoperta: anelli di azoto e carbonio
Tra le molecole identificate, la più significativa è un eterociclo dell’azoto. Si tratta di una struttura molecolare ad anello composta da atomi di carbonio e azoto, considerata dai biochimici un precursore fondamentale per la formazione di RNA e DNA.
“Questa rilevazione è profonda perché tali strutture possono essere i precursori chimici di molecole contenenti azoto ancora più complesse”, ha spiegato Amy Williams, autrice principale dello studio presso l’Università della Florida. “Eterocicli dell’azoto non erano mai stati trovati prima sulla superficie marziana né confermati nei meteoriti provenienti dal pianeta”.
Oltre a questi, è stato rinvenuto anche il benzofiotene, una molecola organica già nota agli scienziati perché presente in alcuni meteoriti, che molti ritengono possano aver “seminato” la chimica prebiotica in tutto il sistema solare primordiale.
Biologia o Geologia? Il dilemma degli scienziati
Nonostante l’entusiasmo, la NASA predica cautela. Al momento, gli strumenti di Curiosity non sono in grado di stabilire se queste molecole siano state prodotte da processi biologici (vita microbica antica) o da processi geologici complessi. Entrambi i percorsi sono scientificamente plausibili.
Tuttavia, come sottolineato dal project scientist della missione, Ashwin Vasavada, questa collezione di molecole organiche aumenta drasticamente le probabilità che Marte sia stato una “casa” accogliente nel passato.
Un’epoca d’oro per lo spazio
La notizia arriva in un momento di grande fermento per l’esplorazione spaziale. Solo pochi mesi fa, la missione Artemis II ha stabilito un nuovo record, portando tre astronauti più lontano dalla Terra di quanto chiunque sia mai arrivato. Contemporaneamente, i test di SpaceX con Starship procedono spediti, alimentando il sogno di Elon Musk di inviare i primi robot (e successivamente equipaggi umani) su Marte nel prossimo futuro.
Le analisi su Mary Anning 3 sono il risultato del lavoro coordinato di dozzine di scienziati e ingegneri che, attraverso il loro “collega robotico” Curiosity, continuano a riscrivere la storia del nostro vicino planetario. Sebbene la “pistola fumante” della vita non sia ancora stata trovata, Marte non è mai sembrato così vivo come oggi.

