Allarme Caravella portoghese in Calabria: «Non toccatela, può provocare la morte»

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VIBO VALENTIA – Non chiamatela medusa. Sebbene appartenga al gruppo dei celenterati, la Caravella portoghese è in realtà un sifonoforo, ovvero un organismo coloniale composto da quattro diversi tipi di individui (polipi e meduse) specializzati in funzioni distinte — riproduzione, digestione, difesa e galleggiamento — che cooperano come un unico individuo.

Una struttura inconfondibile e letale

La sua morfologia la rende facilmente riconoscibile, ma è proprio la sua bellezza a trarre in inganno i bagnanti e i curiosi:

  • Lo pneumatoforo: Una sacca galleggiante colma di gas, lunga circa 15-30 cm, di colore blu-azzurro o rosato, che funge da vela per farsi trasportare dalle correnti.
  • I tentacoli: Sotto il galleggiante si nascondono filamenti sottilissimi che possono raggiungere lunghezze incredibili, fino a 10 o 20 metri.

Il veleno: un attacco al sistema nervoso

La vera minaccia risiede nei tentacoli, dotati di milioni di cellule urticanti (nematocisti). Il contatto con la pelle umana provoca il rilascio di una potente tossina che non causa solo un dolore atroce, ma agisce direttamente sui sistemi vitali.

«Il veleno può causare febbre, nausea, ipotensione e forti dolori muscolari», spiega Paolillo. «In casi rari e soggetti sensibili, le reazioni possono degenerare in shock anafilattico, arresto cardiaco o coma».

Il pericolo “post-mortem”

Un errore comune è pensare che l’animale spiaggiato e apparentemente secco sia innocuo. Nulla di più falso. Le cellule urticanti rimangono attive e in grado di iniettare il veleno per ore, o addirittura giorni, dopo la morte dell’organismo. Per questo motivo, il WWF raccomanda caldamente di non toccare mai questi organismi, nemmeno con bastoni o scarpe, poiché i filamenti potrebbero spezzarsi e aderire alle superfici.



Cosa fare in caso di contatto?

Se malauguratamente si dovesse venire a contatto con i tentacoli:

  1. Non strofinare la zona colpita: si rischierebbe di rompere altre cellule urticanti.
  2. Sciacquare con acqua di mare: l’acqua dolce può attivare le nematocisti residue.
  3. Rimuovere i filamenti con cautela (usando una tessera di plastica o guanti).
  4. Consultare subito un medico o recarsi al pronto soccorso, specialmente in presenza di difficoltà respiratorie o tachicardia.

La Caravella portoghese, tipica delle acque calde oceaniche, sta colonizzando il Mediterraneo a causa del riscaldamento dei mari. La prudenza, dunque, deve diventare la parola d’ordine per chiunque frequenti le spiagge calabresi in questa primavera anticipata.