Terrore in Turchia, sparatoria in una scuola media: 4 morti e 20 feriti. Il killer è uno studente

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KAHRAMANMARAŞ – Una giornata di ordinaria didattica si è trasformata in tragedia presso la scuola media Ayser Çalık. Intorno alle 13:30 ora locale, un giovane studente ha aperto il fuoco all’interno dell’istituto, provocando la morte di quattro persone, tra cui lo stesso assalitore, e il ferimento di almeno altre venti.

La dinamica dell’attacco

Secondo le prime ricostruzioni fornite dai media turchi e confermate dal governatore della provincia, Mükerrem Ünlüer, l’assalitore ha iniziato l’azione nel cortile della scuola esplodendo colpi in aria. Successivamente, si è introdotto nell’edificio, puntando verso due aule specifiche dove ha fatto fuoco ad altezza uomo.

Le immagini diffuse dalle emittenti locali, tra cui NTV e CNN Türk, mostrano scene di panico con decine di ambulanze e pattuglie della polizia che hanno circondato l’area, mentre i primi feriti venivano trasportati d’urgenza nei vicini ospedali.

Le armi del padre agente

Un dettaglio inquietante è emerso durante le dichiarazioni ufficiali del governatore Ünlüer: lo studente che ha compiuto la strage era armato con pistole appartenenti al padre, un agente di polizia. Questo elemento solleva pesanti interrogativi sulla custodia delle armi di ordinanza e sulla facilità con cui il giovane sia riuscito a impossessarsene per compiere l’eccidio.

Sebbene alcune fonti giornalistiche locali suggeriscano che l’attentatore sia stato bloccato dal coraggioso intervento di un insegnante o del preside, le autorità hanno confermato che il giovane figura nell’elenco dei quattro deceduti, anche se non è stato ancora chiarito se sia rimasto vittima del conflitto a fuoco con la polizia o se si sia tolto la vita.



Un Paese sotto shock: due stragi in due giorni

La sparatoria di oggi non è un caso isolato. Solo ieri, in un liceo turco, un diciannovenne aveva ferito 16 persone prima di suicidarsi. Questa seconda strage in appena 48 ore ha gettato il Paese in uno stato di profonda angoscia, spingendo il governo a valutare misure di sicurezza straordinarie per gli accessi scolastici.

Mentre le indagini proseguono per accertare il movente del giovane studente, la provincia di Kahramanmaraş si chiude nel dolore, con centinaia di famiglie che ora chiedono risposte concrete su come sia stato possibile che un’arma entrasse con tale facilità in un luogo che dovrebbe essere sinonimo di protezione e crescita.