ROMA – Sara non è sempre stata la donna che oggi scrive con le dita tremanti su un sito di raccolta fondi. È stata una fotografa di sport, una giornalista che ha raccontato il cinema, l’arte e la moda. Ma la vita, come lei stessa scrive, è “finita” nel momento in cui la malattia è entrata in casa loro, sotto forma di un mieloma multiplo che ha colpito sua madre.
https://www.gofundme.com/f/sara-e-la-famiglia-alla-dignita-finche-potra-operarsi
Dieci anni di agonia
La battaglia contro il cancro della madre è durata dieci anni. Dieci anni di dedizione totale, di risparmi prosciugati e di forze fisiche esaurite. Un anno e mezzo fa la madre è mancata, lasciando dietro di sé un vuoto non solo emotivo, ma un cumulo di macerie sanitarie ed economiche.
Sara è uscita da questo decennio con ferite profondissime:
- Problemi psichiatrici: L’insorgenza di ansia grave e depressione.
- Problemi fisici devastanti: È stata sottoposta a interventi enormi per la rimozione di un tumore di sette chili, affrontando ernie incarcerate e dolori cronici.
- Invalidità: Attualmente è invalida all’80%, con un aggravamento in corso e la necessità di affrontare altri due delicati interventi chirurgici per recuperare parte delle sue funzionalità.
La scelta tra il cibo e la casa
Il baratro economico è la conseguenza diretta di anni dedicati alla cura. Sara vive con il padre, un uomo di quasi 80 anni. Insieme, si trovano ad affrontare una procedura di pignoramento.
“Ad un certo punto non abbiamo potuto far altro che scegliere tra mangiare o pagare un affitto,” scrive Sara nel suo annuncio. “Siamo in un baratro.”
Mentre attendono il supporto del reddito di inclusione, la realtà quotidiana è fatta di privazioni. L’emergenza più pressante, in questo momento, è paradossalmente la più banale per molti, ma vitale per loro: la macchina rotta.
Un isolamento senza solidarietà
Vivendo in una zona isolata (“nel nulla”, come lo definisce lei), la mancanza di un mezzo di trasporto significa l’impossibilità di fare la spesa o di muoversi per le continue emergenze mediche. Sara denuncia anche una solitudine sociale amara, parlando di un luogo dove la solidarietà sembra essere svanita.
Come aiutare
L’appello di Sara e di suo padre è rivolto al “cuore” della rete. La raccolta fondi punta a raccogliere quanto necessario per:
- Fermare la procedura di pignoramento e mettere in sicurezza la casa.
- Riparare l’automobile per consentire gli spostamenti medici.
- Permettere a Sara di arrivare agli interventi chirurgici necessari in condizioni di minima stabilità economica.
“Dio vi benedica”, conclude Sara nel suo messaggio. È una storia che ci ricorda quanto sia sottile il filo che separa una vita di successo da una di estrema fragilità, e quanto sia fondamentale la rete di supporto umano quando il sistema pubblico non arriva in tempo.
https://www.gofundme.com/f/sara-e-la-famiglia-alla-dignita-finche-potra-operarsi
