LAMEZIA TERME – Una nuova ferita colpisce l’ecosistema marino della costa lametina. Nella giornata del primo aprile, un’operazione congiunta tra la Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza e i tecnici dell’Arpacal ha portato al sequestro preventivo di un’area di circa 60 metri quadrati in località Sant’Eufemia.
L’intervento, coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, ha svelato un sistema di sversamento di reflui fognari che arrivava a inquinare direttamente il torrente Cantagalli e, di conseguenza, il Mar Tirreno.
La scoperta: reflui tra la vegetazione
L’indagine è partita dal monitoraggio dei canaloni che costeggiano via Europa, a Sant’Eufemia. I militari, risalendo il corso dei canali a monte, hanno individuato una perdita massiccia proveniente da un chiusino nascosto in una fitta vegetazione. Attraverso un foro nella condotta sottostante, ingenti quantità di liquami fognari non depurati fuoriuscivano liberamente, incanalandosi verso il torrente Cantagalli.
Questa “autostrada dell’inquinamento” terminava la sua corsa in mare, rappresentando un rischio gravissimo per l’ecosistema costiero proprio all’inizio della stagione primaverile.
Le analisi: valori record di Escherichia coli
Il sospetto dei militari ha trovato conferma nei dati scientifici. I campionamenti effettuati dai tecnici dell’Arpacal hanno rivelato una situazione allarmante:
- Escherichia coli: Valori elevatissimi sono stati riscontrati sia nel punto esatto della fuoriuscita che alla foce del fiume Bagni.
- Impatto: La presenza di tali batteri è l’indicatore inequivocabile di una contaminazione fecale massiccia, pericolosa non solo per la fauna marina ma anche per la salute pubblica.
Indagini in corso: il Gruppo Interforze Ambientale
L’area sequestrata, dove insiste il tratto di rete fognaria danneggiato, è ora al centro di un’inchiesta tecnica. Le indagini sono affidate al Gruppo Interforze Ambientale, un nucleo specializzato costituito nell’ottobre del 2025 dal Procuratore della Repubblica facente funzioni.
Il pool di magistrati e investigatori sta lavorando per individuare le responsabilità specifiche: si dovrà capire se lo sversamento sia figlio di un’incuria strutturale, di una mancata manutenzione o di interventi illeciti sulla rete.
Questa operazione si inserisce in una più ampia stretta delle autorità calabresi contro i reati ambientali e l’inquinamento marino, un tema che resta prioritario per la tutela del turismo e della biodiversità del territorio. Lamezia Terme, ancora una volta, si trova a dover fare i conti con le criticità della propria rete infrastrutturale e l’urgenza di una bonifica definitiva.


