CATANIA – Si è conclusa in piazza Giambattista Pergolesi la fuga del 56enne sospettato di aver tentato di uccidere la moglie di 51 anni nella serata di ieri. L’uomo è stato rintracciato dai Carabinieri proprio nel cuore del rione Picanello, lo stesso quartiere dove si è consumata la violenta aggressione.
La dinamica del tentato femminicidio
L’orrore è scoppiato davanti a un negozio. L’uomo, arrivato a bordo di uno scooter, avrebbe intercettato la moglie – dalla quale si stava separando – scatenando una lite furibonda. La donna ha cercato disperatamente riparo all’interno dell’attività commerciale, ma è stata raggiunta e colpita ripetutamente con un coltello da cucina.
L’aggressore ha poi abbandonato l’arma e il ciclomotore sul posto, dileguandosi a piedi. Un dettaglio rende la vicenda ancora più inquietante: l’uomo era stato scarcerato l’8 marzo scorso, proprio nel giorno della Festa della Donna, dopo un periodo di detenzione.
Le indagini e il rilievo del sangue
Dopo la cattura, il sospettato è stato condotto al Comando Provinciale dell’Arma. Qui, gli esperti della Sezione Investigazioni Scientifiche hanno effettuato i rilievi preliminari, riuscendo a isolare campioni di sangue sugli indumenti dell’uomo. Questi reperti saranno ora analizzati per confermare la compatibilità con il DNA della vittima. Alla base del gesto, secondo gli inquirenti, vi sarebbe un contesto di altissima conflittualità familiare all’interno di un matrimonio che contava quattro figli, di cui uno ancora minorenne.
Il bollettino medico: “Un miracolo millimetrico”
Mentre l’indagato si trova in caserma, la città segue con il fiato sospeso le condizioni della donna. Trasferita dall’ospedale Cannizzaro alla Clinica Centro Cuore Morgagni di Pedara, la 51enne è attualmente ricoverata in Terapia Intensiva.
Il quadro clinico descritto dal bollettino medico è di estrema gravità, ma emergono segnali di speranza. Un approccio multidisciplinare, che ha visto collaborare équipe di cardiochirurgia, chirurgia toracica e addominale, ha permesso di stabilizzare la paziente senza ricorrere, per il momento, a un intervento chirurgico invasivo.
“La situazione sta procedendo in maniera quasi miracolosa”, ha dichiarato Federico Pappalardo, direttore della Terapia Intensiva della clinica. “La paziente ha ricevuto plurime ferite; almeno tre hanno minacciato organi vitali e una, in particolare, ha toccato il cuore. È stata una questione millimetrica: la lesione era estremamente minacciosa e avrebbe potuto ucciderla in tempi brevissimi”.
Le prossime ore sono decisive
Attualmente la donna è stata estubata e respira spontaneamente, ma i medici mantengono la massima cautela. Saranno necessarie almeno altre 24-48 ore di osservazione stretta prima di poter sciogliere definitivamente la prognosi. La comunità catanese resta scossa da un episodio che, ancora una volta, accende i riflettori sulla violenza di genere e sulle falle nel sistema di protezione delle vittime di maltrattamenti in famiglia.

