Osvaldo Rocchi messo a disposizione della Questura. L’inchiesta sull’agente Cinturrino si allarga: interrogatori a tappeto su presunti affari illeciti tra Corvetto e Calvairate. Il 9 marzo il Riesame.
MILANO – Non è più solo il caso di una “mela marcia”. L’omicidio di Abderrahim Mansouri, il pusher ucciso il 26 gennaio scorso nel boschetto di Rogoredo, sta portando allo smantellamento dei vertici del Commissariato Mecenate. Il dirigente Osvaldo Rocchi è stato ufficialmente rimosso dal suo incarico e messo a disposizione della Questura di Milano. Una decisione drastica che segue l’iscrizione nel registro degli indagati di altri quattro poliziotti, colleghi di Carmelo Cinturrino, accusati a vario titolo di favoreggiamento e omissione di soccorso.
L’inchiesta si allarga: oltre il bosco di Rogoredo
Il lavoro della pm Giovanna Tarzia e del procuratore Marcello Viola sta portando alla luce un sistema che andrebbe ben oltre il singolo episodio di sangue. Gli inquirenti stanno passando al setaccio non solo le dinamiche del boschetto di Rogoredo, ma anche le attività del commissariato in zone calde come via Mecenate, piazza Corvetto e Calvairate.
L’obiettivo è duplice:
- Il movente: Capire perché Cinturrino abbia sparato a Mansouri. L’ipotesi della legittima difesa, inizialmente inscenata dall’agente, è ormai caduta. Si scava nei presunti “affari” privati del poliziotto.
- La rete di complicità: Accertare se i quattro colleghi indagati abbiano aiutato Cinturrino a inquinare le prove o se abbiano assistito al delitto senza intervenire o prestare soccorso.
Interrogatori a tappeto e “immagini smarrite”
La Procura sta convocando decine di persone: non solo tossicodipendenti e pusher arrestati in passato da Cinturrino, ma chiunque lo abbia incrociato durante le sue operazioni antidroga. Si cercano riscontri su comportamenti anomali, pestaggi o sequestri di stupefacenti non refertati. Al centro del giallo restano anche alcune immagini di videosorveglianza che risulterebbero mancanti o “smarrite”, un dettaglio che aggrava la posizione di chi avrebbe dovuto vigilare sulla correttezza delle procedure.
Verso il Riesame
Mentre la Questura è già al lavoro per nominare il successore di Rocchi, la difesa di Carmelo Cinturrino prepara la prossima mossa legale. Il tribunale del Riesame ha fissato per lunedì 9 marzo l’udienza per discutere la richiesta di scarcerazione e la concessione degli arresti domiciliari. Una richiesta che appare in salita, data la gravità delle nuove accuse e il rischio di inquinamento probatorio che emerge dal coinvolgimento di altri agenti dello stesso reparto.
Lo stato dell’inchiesta
La rimozione del dirigente segna un punto di non ritorno: lo Stato taglia i ponti con una gestione che, secondo la Procura, avrebbe permesso (o non impedito) la trasformazione di un presidio di legalità in un possibile centro di affari opachi.
