Festa degli iraniani a Roma per la morte di Khamenei

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Circa 300 giovani iraniani, in gran parte studenti, insieme a numerosi amici italiani hanno celebrato a Roma quella che definiscono la “morte di Khamenei” con un raduno carico di emozione e simboli. La manifestazione si è svolta in piazza San Giovanni in Laterano, davanti alla Basilica di San Giovanni in Laterano, sotto la statua di San Francesco, trasformando uno dei luoghi più iconici della Capitale in un teatro di musica, balli e slogan contro il regime iraniano.

Le bandiere iraniane con il leone, simbolo dello Scià e della monarchia pre-rivoluzionaria, hanno sventolato tra risate e lacrime. L’atmosfera è apparsa a tratti festosa, a tratti commossa. Alcuni ragazzi hanno intonato cori contro la Repubblica Islamica, mentre altri si sono abbracciati, condividendo la speranza di un cambiamento storico in Iran. Tra i simboli più fotografati c’era un topo di peluche issato in alto, divenuto emblema delle recenti proteste anti-regime che hanno scosso il Paese.

“Speriamo che sia finita”, ha detto una ragazza presente in piazza, riassumendo il sentimento diffuso tra i partecipanti. “Non ci importa del figlio dello Scià, basta che sia finita con Khamenei”, ha aggiunto, sottolineando come per molti giovani iraniani la priorità sia la fine dell’attuale sistema politico più che il ritorno della monarchia.

La morte di Khamenei, se confermata ufficialmente, segnerebbe una svolta epocale per la politica iraniana e per gli equilibri in Medio Oriente. A Roma, la diaspora iraniana ha voluto far sentire la propria voce, trasformando piazza San Giovanni in Laterano in un simbolo di speranza e di rottura con il passato. La celebrazione nella Capitale italiana dimostra quanto la comunità iraniana all’estero sia coinvolta e quanto il futuro dell’Iran resti un tema centrale anche lontano da Teheran.