Proteste a New York e Washington contro gli attacchi Usa e Israele all’Iran

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Diverse centinaia di persone sono scese in piazza a New York per protestare contro gli attacchi militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La manifestazione, partita da Times Square, ha attraversato Midtown Manhattan fino a raggiungere Columbus Circle, trasformando uno dei cuori pulsanti della città in un palcoscenico di dissenso contro quella che i partecipanti definiscono una nuova escalation in Medio Oriente.

La protesta è stata organizzata dal gruppo pacifista Answer Coalition, che ha chiamato a raccolta attivisti, studenti e membri della comunità mediorientale. Tra i cartelli agitati in aria si leggevano slogan come “No alle bombe sull’Iran” e “No a una nuova guerra degli Stati Uniti in Medio Oriente”, messaggi che riflettono il timore di un conflitto su larga scala. “Il popolo unito non sarà mai sconfitto” e “Fermate la guerra all’Iran” sono stati i cori più ripetuti lungo il corteo, mentre la polizia monitorava il percorso per garantire la sicurezza.

Contemporaneamente, una grande folla si è radunata nei pressi della Casa Bianca a Washington, dove la tensione è rimasta alta per ore. Gli agenti del Secret Service e numerosi poliziotti hanno pattugliato l’area anche in bicicletta, mantenendo un cordone di sicurezza attorno al complesso presidenziale. La mobilitazione nella capitale federale è stata promossa da diverse organizzazioni, tra cui 50501 D.C., Code Pink D.C. e Palestinian Youth Movement, tutte unite nel chiedere la fine immediata delle operazioni militari contro l’Iran.

Le proteste a New York e Washington evidenziano un clima di forte polarizzazione negli Stati Uniti sul tema degli attacchi contro l’Iran e sul ruolo di Israele nel conflitto. Il timore di una nuova guerra in Medio Oriente è al centro del dibattito pubblico, mentre cresce la pressione sull’amministrazione americana affinché eviti un’ulteriore escalation. Le immagini dei cortei a Times Square e davanti alla Casa Bianca stanno facendo il giro dei social, alimentando un confronto acceso che promette di proseguire nei prossimi giorni.