Il segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha suscitato sorpresa e polemiche con alcune dichiarazioni rilasciate durante un’intervista al podcast This Past Weekend. Nel corso della conversazione, Kennedy ha parlato del proprio passato di dipendenza da alcol e sostanze stupefacenti, riflettendo sui decenni trascorsi a lottare con la malattia dell’addiction e sul percorso di recupero che lo ha portato a oltre quattro decenni di sobrietà.
Rispondendo a una domanda sul suo atteggiamento nei confronti dei rischi per la salute, il ministro ha dichiarato di non temere “i germi”, spiegando con un aneddoto esplicito: “Non ho paura dei germi, sniffavo cocaina dai bordi del water”, frase che ha catturato l’attenzione dei media internazionali.
Secondo Kennedy, il riferimento alle sue esperienze passate serviva a illustrare perché, durante l’emergenza Covid‑19, non esitò a partecipare in presenza agli incontri di recupero di cui faceva parte, nonostante le misure di distanziamento sociale.
Nel corso dell’intervista, il segretario ha anche ribadito la sua consapevolezza della gravità della dipendenza: “So che questa malattia — la dipendenza — mi ucciderà se non la curo”, sottolineando l’importanza della partecipazione quotidiana ai gruppi di sostegno per restare sobrio.
Le parole di Kennedy, insieme al tono personale e diretto con cui ha affrontato il tema, hanno immediatamente scatenato reazioni e critiche sui social e nel dibattito politico statunitense, aprendo un confronto sul ruolo e sulla comunicazione del titolare del dicastero della Salute nel contesto delle politiche sanitarie pubbliche.

