E’ stato fatto esplodere il grande masso che minacciava l’Aurelia ad Arenzano

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Un boato controllato, una nuvola di polvere e poi il vuoto dove prima incombeva il pericolo. Intorno alle 14.30 di oggi, le squadre tecniche hanno fatto brillare il masso da 2.000 tonnellate che dal 25 gennaio bloccava la statale Aurelia tra Vesima e Arenzano. L’operazione, coordinata da Anas e dalla ditta specializzata Icostra, è stata definita dai tecnici un passaggio obbligato: la mole della roccia, pari a un palazzo di quattro piani, rendeva infatti impossibile qualsiasi altro tipo di intervento di messa in sicurezza del versante franato. Per sbriciolare i 720 metri cubi di materiale lapideo, i rocciatori hanno lavorato incessantemente per scavare fori profondi nella roccia, all’interno dei quali sono stati posizionati 300 chili di esplosivo suddivisi in 24 microcariche. La precisione dell’intervento ha permesso di polverizzare il blocco senza causare danni collaterali alle infrastrutture circostanti, nonostante la complessità logistica del sito. Durante le operazioni, per precauzione, il traffico ferroviario è stato interrotto, mentre l’autostrada A10 è rimasta l’unico collegamento attivo per garantire la mobilità tra Genova e il ponente ligure. Ora che l’ostacolo principale è stato rimosso, inizierà la fase di rimozione dei detriti e la successiva riprofilatura della parete rocciosa. L’obiettivo della Regione e degli enti locali è ambizioso ma chiaro: procedere con la messa in sicurezza definitiva per arrivare alla riapertura di almeno una corsia entro il 1° marzo, restituendo finalmente fiato alla viabilità locale.