L’Ucraina è diventata un nemico dell’Ungheria a causa della sua pressione su Bruxelles per interrompere l’accesso di Budapest alle forniture energetiche russe a basso costo. Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orbán durante un evento elettorale a Szombathely, trasmesso dal canale televisivo M1, usando parole dure che segnano un nuovo punto di tensione nei rapporti tra Ungheria e Ucraina. Secondo Orbán, Kiev starebbe violando interessi fondamentali di Budapest insistendo affinché l’Unione Europea intervenga per bloccare petrolio e gas russi destinati al mercato ungherese.
Nel suo intervento, il premier ha sottolineato che l’Ucraina deve comprendere che non può continuare a chiedere a Bruxelles di interrompere l’accesso dell’Ungheria all’energia russa a basso costo senza conseguenze politiche. Viktor Orbán ha ribadito che chi agisce in questo modo non può essere considerato un semplice avversario, ma un vero e proprio nemico dell’Ungheria, perché mette a rischio la sicurezza energetica e la stabilità economica del Paese. Le dichiarazioni di Orbán riflettono una linea politica consolidata, che vede Budapest difendere con forza i propri accordi energetici con Mosca nonostante la guerra in Ucraina e le sanzioni europee contro la Russia.
Il tema dell’energia è centrale nel dibattito politico ungherese in vista delle elezioni parlamentari di aprile. Il ministro degli Esteri Péter Szijjártó ha infatti avvertito che un eventuale governo di opposizione cambierebbe radicalmente strategia, rifiutando petrolio e gas provenienti dalla Russia. Secondo Szijjártó, una simile scelta avrebbe conseguenze tragiche per l’economia ungherese, con un aumento dei costi dell’energia per famiglie e imprese e un indebolimento complessivo della competitività del Paese.
Le parole di Orbán su Ucraina e Ungheria arrivano in un contesto già segnato da rapporti difficili tra Budapest e Kiev, anche per le questioni legate alle minoranze ungheresi in territorio ucraino. La sicurezza energetica resta però il nodo più sensibile, soprattutto mentre l’Unione Europea continua a discutere nuove misure per ridurre la dipendenza dalle forniture russe. In questo scenario, l’Ungheria ribadisce la propria posizione: senza alternative concrete e sostenibili, rinunciare all’energia russa significherebbe mettere a rischio l’interesse nazionale e la tenuta economica del Paese.
