Una donna aggredita in strada denuncia la presenza costante del suo aguzzino nel quartiere. Nel mirino del ragazzo, diventato l’incubo dei residenti, anche una ragazzina.
«Mi ha aggredita in strada, ora fa colazione sotto i miei occhi». È un grido di aiuto misto a rassegnazione quello lanciato da una residente di San Lorenzo, vittima di un’aggressione brutale quanto insensata. La donna stava pedalando con il figlio piccolo quando un ragazzo, già noto nel quartiere per i suoi scatti di violenza, l’ha colpita senza motivo, lasciandola ferita e sotto shock davanti al bambino terrorizzato.
Un quartiere sotto assedio
L’episodio non è isolato. San Lorenzo, cuore della movida studentesca e storica zona popolare, sta facendo i conti con un’escalation di micro-criminalità e degrado che sembra fuori controllo:
- L’aggressore seriale: Secondo le testimonianze raccolte tra i commercianti e i residenti, il ragazzo sarebbe responsabile di numerosi altri episodi. Solo pochi giorni fa, una ragazzina sarebbe stata vittima dello stesso individuo.
- L’impunità: Il paradosso denunciato dalla vittima è che, nonostante le denunce e i volti tumefatti, l’aggressore continua a frequentare i soliti bar e le solite piazze, a pochi metri da dove ha colpito. «Vederlo fare colazione come se nulla fosse accaduto, dopo quello che ha fatto a me e mio figlio, è un’umiliazione insopportabile», racconta la donna.
La reazione dei residenti: “Siamo soli”
La sensazione che si respira tra le vie del quartiere è quella di un profondo abbandono da parte delle istituzioni. Molte madri hanno smesso di frequentare i parchi giochi o di muoversi in bici in certe ore della giornata.
- Mancanza di presidio: Nonostante la vicinanza con la Città Universitaria, la sorveglianza nelle ore diurne sembra carente.
- Disagio sociale: Il sospetto è che l’aggressore sia un soggetto con gravi problemi psichici o di tossicodipendenza, una “bomba a orologeria” che nessuno ha ancora provveduto a disinnescare.
«Non vogliamo vendetta, vogliamo sicurezza — spiega un commerciante della zona —. Non è possibile che una persona pericolosa sia libera di colpire donne e bambini e poi tornare a sedersi al bar come un cittadino qualunque».
Indagini in corso
Le forze dell’ordine hanno raccolto le querele e stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Il rischio è che la frustrazione dei residenti possa sfociare in tentativi di giustizia privata, in un quartiere già provato da anni di convivenza difficile tra movida selvaggia e carenza di servizi.
Resta il trauma di un bambino che ha visto la propria madre colpita in strada e la rabbia di una donna che, ogni mattina, è costretta a incrociare lo sguardo del suo aguzzino tra i tavolini di un bar.
