Crans-Montana, in Mattinata il Rimpatrio delle Vittime: oggi un minuto di silenzio nelle scuole

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Mentre le salme dei giovani rimasti uccisi nell’incendio del locale tornano a casa, la giustizia muove i primi passi ufficiali. Indagati i proprietari della struttura. Mercoledì il Paese si fermerà per un minuto di silenzio.

È il giorno del dolore e del silenzio nel Canton Vallese. Sono iniziate alle prime luci dell’alba le operazioni di rimpatrio delle vittime del devastante incendio che, nella notte di Capodanno, ha trasformato una festa in una trappola mortale. Un lungo corteo di carri funebri ha lasciato l’obitorio regionale per riportare i giovani alle loro famiglie, mentre l’intera comunità montana si è stretta in un abbraccio silenzioso lungo le strade della cittadina.


Indagini Svolta: Omicidio Colposo per i Titolari

Parallelamente al lutto, prosegue l’inchiesta giudiziaria per accertare le responsabilità di una tragedia che, secondo i primi rilievi, si sarebbe potuta evitare. La Procura del Vallese ha iscritto nel registro degli indagati i due proprietari del localeteatro del rogo.

Le accuse formulate sono pesantissime:

  • Omicidio colposo plurimo: Per le morti causate dalle fiamme e dall’asfissia.
  • Lesioni colpose: In relazione alle decine di feriti, alcuni dei quali ancora in gravi condizioni.
  • Violazione delle norme di sicurezza: Gli inquirenti stanno verificando l’efficienza delle uscite di sicurezza e il rispetto della capienza massima del locale, che quella notte appariva pesantemente sovraffollato.

Dalle prime perizie tecniche, sembrerebbe che l’incendio sia divampato a causa di alcuni giochi pirotecnici utilizzati all’interno della sala, che avrebbero innescato la combustione dei rivestimenti fonoassorbenti del soffitto in pochi istanti.

Il Paese si Ferma: Mercoledì il Minuto di Silenzio

Il governo svizzero e le autorità cantonali hanno proclamato per mercoledì 7 gennaio una giornata di commemorazione nazionale. Alle ore 11:00, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, verrà osservato un minuto di silenzio. La misura è stata estesa anche agli uffici pubblici e alle principali sedi istituzionali.

“È un atto dovuto a una generazione spezzata,” ha dichiarato un portavoce del Dipartimento dell’Istruzione. “Molte delle vittime erano studenti che avevano tutta la vita davanti. Le scuole non sono solo luoghi di apprendimento, ma comunità che oggi piangono i propri figli.”

Le Condizioni dei Feriti

Resta alta l’attenzione negli ospedali di Sion e Losanna, dove sono ricoverati i sopravvissuti. Sebbene per alcuni il quadro clinico sia in lieve miglioramento, quattro giovani restano in terapia intensiva con gravi ustioni e danni polmonari dovuti all’inalazione di fumi tossici.

Le autorità hanno predisposto un servizio di supporto psicologico permanente per le famiglie delle vittime e per i testimoni oculari del rogo, molti dei quali presentano gravi sintomi di disturbo post-traumatico da stress.