Nonostante il caro vita e l’inflazione, per gli italiani le vacanze restano una priorità assoluta. Secondo una ricerca di Eumetra, un cittadino su tre preferisce tagliare altre spese o accorciare il soggiorno piuttosto che rinunciare a partire. Il dato più interessante riguarda il cambio di percezione: la vacanza non è più uno “status symbol” da esibire, ma un bisogno fondamentale di benessere psicofisico.
Per il 51% degli intervistati (e per ben sei giovani su dieci) viaggiare significa innanzitutto staccare dai ritmi frenetici della quotidianità, mentre il 47% cerca una rigenerazione mentale per recuperare le energie. Cambia radicalmente anche l’idea di lusso: per un italiano su tre il vero privilegio non sono gli hotel a cinque stelle, ma la totale libertà temporale, ovvero il lusso di vivere senza orari o vincoli, seguito dal desiderio di scoprire nuovi luoghi e stare a contatto con la natura.
Curiosamente, la disconnessione digitale non è una priorità: gli italiani vogliono riposare, ma senza spegnere lo smartphone. Il ritratto emerso è quello di un Paese che, pur stringendo la cinghia, difende le ferie come pilastro insostituibile della propria qualità della vita.

