In qualità di Responsabile Regionale del Partito Repubblicano Italiano, sento il dovere di intervenire nel dibattito sulla sanità del Ponente savonese, un tema che troppo spesso è stato ostaggio di logiche frammentarie, quando non di veri e propri interessi di parte. Il territorio esprime da tempo istanze profonde che meritano una risposta politica di alto profilo, capace di superare la gestione dell’emergenza per approdare a una programmazione di lungo respiro. L’analisi del Polo Sanitario del Ponente La situazione dei nostri presidi ospedalieri richiede un’analisi onesta: • Savona: Il nosocomio cittadino ha garantito negli anni la tenuta del sistema, grazie soprattutto alla straordinaria dedizione del personale medico e infermieristico che ha sopperito alle carenze strutturali. • Pietra Ligure: Il Santa Corona, nonostante le croniche difficoltà gestionali ed economiche e una struttura ormai datata, resta un punto di riferimento d’eccellenza. Guardiamo con attenzione alla gara per il nuovo ospedale monoblocco, un investimento necessario per restituire dignità e modernità tecnologica a un polo fondamentale. • Albenga: È qui che si registra la criticità più paradossale. Disponiamo di una struttura moderna, duttile e dai costi di gestione contenuti, che tuttavia è stata sistematicamente indebolita da tagli ingiustificati delle amministrazioni regionali. Ignorare il potenziale di Albenga, adducendo motivazioni economiche poco trasparenti, è un errore che il territorio non può più permettersi. La proposta del PRI: un “Unicum” gestionale La posizione che intendo ribadire, a nome del Partito che rappresento, è la necessità di una visione sistemica. Non serve una competizione tra campanili, ma una gestione integrata dei tre poli (Savona, Pietra, Albenga) concepita come un unicum operativo. Ridare centralità e forza al polo sanitario ingauno non significa sottrarre risorse a Savona o Pietra Ligure, bensì completare l’offerta sanitaria e rispondere al fabbisogno crescente di una popolazione che non può trovare risposte solo nelle liste d’attesa o nei viaggi della speranza verso altri territori. Conclusioni Prima di procedere a tagli o dismissioni, la politica ha l’obbligo di valutare come aggiungere valore. Serve coraggio, visione e la capacità di cambiare rotta quando i fatti dimostrano che la strada intrapresa è insufficiente. Come Repubblicani, chiediamo che la sanità nel Ponente torni a essere un servizio al cittadino guidato da criteri di efficienza, prossimità e razionalità economica, lontano da logiche elettorali di breve termine. Resto a disposizione per un confronto costruttivo con le istituzioni e le parti sociali. In fede, Franco Floris
Floris (PRI): “Visione strategica per la sanità del Ponente Ligure: oltre il localismo verso un modello integrato”


