Trump e Zelensky, una litigata e mappe gettate per terra. L’ucraina deve cedere i territori altrimenti sarà distrutta

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Atmosfera incandescente alla Casa Bianca durante l’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Quello che doveva essere un vertice diplomatico per discutere la pace in Ucraina si sarebbe trasformato in una lite furibonda, con toni altissimi e perfino mappe del fronte lanciate sul tavolo.

Secondo indiscrezioni raccolte da fonti vicine alla presidenza americana, il confronto tra i due leader sarebbe degenerato quando Trump avrebbe chiesto a Zelensky di “cedere il Donbass alla Russia per porre fine alla guerra”, una proposta che il presidente ucraino avrebbe rifiutato con fermezza.

“Cedi il Donbass alla Russia o sarai distrutto”, avrebbe detto Trump, in una frase riportata da alcuni consiglieri presenti al colloquio, poi confermata – in forma attenuata – da una nota ufficiosa della Casa Bianca.


La tensione durante il vertice

L’incontro, durato poco più di un’ora, si è svolto nello Studio Ovale alla presenza dei principali consiglieri per la sicurezza nazionale. Testimoni parlano di un clima “tesissimo”, con Zelensky che avrebbe interrotto più volte il presidente americano, respingendo ogni ipotesi di concessione territoriale a Mosca.

A un certo punto, secondo un retroscena del Washington Post, Trump avrebbe mostrato una mappa dettagliata del fronte orientale indicando le zone sotto controllo russo, ma l’animata discussione avrebbe portato entrambi i leader a scagliare i documenti sul tavolo.


La precisazione della Casa Bianca

Dopo la diffusione della notizia, la Casa Bianca ha cercato di ridimensionare l’accaduto, parlando di un confronto “franco e diretto”, ma negando l’uso di minacce.

“Il presidente Trump e il presidente Zelensky hanno discusso delle attuali linee del fronte e delle possibilità di una tregua. Non ci sono state minacce, solo la volontà di porre fine al conflitto”, ha dichiarato il portavoce presidenziale John Kirby.

Zelensky, da parte sua, ha confermato che la discussione è stata “molto intensa”, ma ha ribadito che “l’Ucraina non cederà un solo centimetro del suo territorio”, aggiungendo che “la pace non può nascere dalla resa”.


Le reazioni internazionali

La notizia dello scontro ha fatto il giro del mondo, suscitando preoccupazione tra gli alleati europei. L’Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, Josep Borrell, ha invitato alla calma:

“La pace in Ucraina non può essere imposta, deve essere negoziata nel rispetto della sovranità del Paese.”

Da Mosca, il Cremlino ha accolto con favore le dichiarazioni di Trump, definendole “un segnale di realismo”, ma ha evitato di commentare il presunto scontro diretto con Zelensky.


Un nuovo capitolo di tensione

L’episodio arriva dopo settimane di rapporti tesi tra Washington e Kiev, già incrinati dal duro confronto di fine febbraio, quando Trump aveva criticato pubblicamente la gestione della guerra da parte ucraina, parlando di “strategia fallimentare”.

Con questo nuovo episodio, il dialogo tra i due leader appare più fragile che mai, e gli osservatori internazionali temono che la tregua diplomatica tra Stati Uniti e Ucraina possa essere ormai compromessa.